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Posizionamento sui Motori di Ricerca: ''opinione del web'' e strumento di marketing

Il web marketing diventa una disciplina di sempre maggiore interesse sia per le aziende sia per le web advertising agency (le agenzie di pubblicità del mondo Internet)grazie all’incremento continuo del bacino d’utenza della Rete. Ultimamente, tuttavia, il mercato del web marketing tradizionale costituito principalmente da banner ed email ads è entrato in una fase di profonda crisi, dopo il boom avuto alla fine degli anni ’90,insieme a tutto il settore della new economy.
Si è così affermato anche in Italia un diverso strumento di promozione del sito: il posizionamento sui motori di ricerca. Questo strumento, in realtà già diffuso negli USA, si è imposto all’attenzione delle aziende italiane solo fra il 1999 e il 2000, ottenendo velocemente consensi sia da parte degli addetti ai lavori che delle aziende che hanno tentato questa via di promozione.

Il settore dei motori di ricerca si evolve ad una velocità straordinaria e le innovazioni, le nuove partnership, le differenti tecniche e modelli sono così difficili da seguire che nella maggior parte dei casi risulta impossibile o troppo costoso per una azienda , sia essa di tipo tradizionale od una web agency, curare questa attività internamente; sono così nate aziende che si occupano di pianificare strategie di web marketing complete,utilizzando però come strumento principe proprio il posizionamento sui motori di ricerca.

In questa sede si delineeranno i diversi aspetti e le molteplici problematiche di questo settore. Pur cercando di rendere giustizia alla complessità dell’argomento non ci si soffermerà però troppo su alcuni aspetti tecnici, che essendo in continuo mutamento renderebbero lo scritto obsoleto.
Si cercherà invece di inserire il posizionamento nel quadro del web marketing e di valutare se l’utilizzo di questo strumento possa portare effettivi vantaggi in termini di visibilità in Rete, in termini di brand e di richiesta del servizio/prodotto offerto dal sito da parte degli utenti.
A qusto fine sono state prese in esame diverse ricerche e alcune interessanti case histories fra cui Ing Direct, Adriatica.net,Piumini Danesi e KLM.

Nella tesi un' ampia bibliografia e sitografia sul'argomento

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1. introduzione ______________________________________________________________ 4 1. INTRODUZIONE Dal boom di Internet degli ultimi anni ’90 migliaia e migliaia di pagine sono state scritte da un numero imprecisato di esperti di marketing, docenti universitari, giornalisti e studenti sullo strumento banner: il banner appariva come l’unico mezzo per fare pubblicità sulla Rete, l’unico che meritasse attenzione, o forse, semplicemente, l’unico che si conoscesse sufficientemente per poterne parlare. Poi il mito di internet, con i primi mesi del nuovo millennio, è caduto. E il fronte compatto pro-banner si è spaccato: giornalisti, responsabili aziendali, risparmiatori hanno cominciato a lanciare strali contro internet in generale e contro i banner in particolare, affermando l’inutilità dell’online, denunciando perdite da capogiro. Dall’altra parte della barricata c’erano le web agency, i centri media, che in tutti i modi cercavano di giustificare, di spiegare, di far capire, in alcuni casi anche di scaricare responsabilità. Personalmente ho sempre ritenuto queste discussioni piuttosto noiose e poco costruttive: in 10 anni di navigazione su internet credo di non aver mai cliccato su nessun banner e come me molti altri amici e colleghi con cui mi è capitato di parlare, ma in compenso ho sempre utilizzato internet quotidianamente. E ho sempre pensato che non era colpa di internet se la bolla speculativa era scoppiata, e se le aziende avevano perso milioni giocando in borsa e varando inziative online poco studiate e poco prudenti. E questo perché su internet, in 10 anni, ho imparato, studiato, acquistato….grazie soprattutto ai motori di ricerca. Negli ultimi 4 anni i motori sono migliorati moltissimo, e da quando sulla scena è comparso Google, con il suo innovativo ed efficiente algoritmo basato sulla link analysis, tutto il settore ha fatto passi da gigante. Molti motori sono morti (Excite, Webcrawler, Magellan per citare qualche nome famoso) e sopravvivono oggi solo come “prestanome” per altre tecnologie di ricerca non particolarmente efficaci. Molti altri motori sono stati acquisiti (Lycos e Hotbot da Terra, Altavista e Fast-Alltheweb da Overture e poi Overture da Yahoo, Espotting da NBCI…), molti sono nati (Alltheweb, Goto/Overture, Google, Wisenut,, Espotting…). Tuttavia sui motori di ricerca si è scritto poco. Come appare evidente anche dalla bibliografia di questa tesi il materiale utilizzato è quasi tutto online: articoli, newsletter, forum, qualche sito specializzato, ricerche accademiche di

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Ferrari Contatta »

Composta da 297 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.