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La fiaba autoriflessiva: il cinema di Tim Burton

L’intento della nostra analisi è quello di approfondire la conoscenza di Tim Burton e della sua opera partendo proprio dall’osservazione della coerenza tematica e da quell’identità autoriale riconosciuta unanimemente dalla critica per capire quali sono le radici e le motivazioni delle scelte poetiche che stanno alla base di essa. L'analisi prende il via da due aspetti che emergono ampiamente e che sono sembrati particolarmente significativi tanto da eleggerli a punti di partenza del percorso analitico: l’autoriflessività e il legame con la fiaba. Questi aspetti vengono approfonditi servendosi di una serie di strumenti teorici che ruotano intorno al concetto di enunciazione, intesa in senso metziano. Isolando all'interno della produzione filmica burtoniana alcune marche di enunciazione ampiamente significanti (incipit e flashback) ed evidenziando successivamente lo stretto legame strutturale che intercorre tra il cinema di Burton e la fiaba intesa come genere letterario codificato, si arriverà a definire i caratteri primari della sua produzione cinematografica ed il ruolo dell'istanza narrante all'interno del corpus filmico.

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3 INTRODUZIONE Tim Burton è un giovane autore americano le cui opere, grazie ad uno stile di regia personale e visionario, hanno attirato l’interesse della critica e degli studiosi di cinema. La produzione di questo autore non è molto vasta: se si escludono i due cortometraggi realizzati quando lavorava come cartoonist alla Disney, in diciannove anni Burton ha firmato la regia di dieci lungometraggi (l’ultimo dei quali, Big Fish, è uscito nei cinema di recente e per questo motivo non potrà essere preso in esame all’interno di questo lavoro); a questo elenco è doveroso aggiungere Nightmare Before Christmas, un film d’animazione interamente concepito da Burton, ma diretto dal suo collaboratore Henry Selick. Ad un numero di opere abbastanza ridotto, corrisponde una compattezza stilistica e tematica che si rintraccia raramente nel cinema contemporaneo, compattezza visibile fin dai primi lavori e che ha spinto la critica ad attribuire a Tim Burton la definizione di autore. Come sottolinea Franco La Polla “con Burton entriamo in piena autorialità, intesa non solo come capacità di dar corpo visivo a un talento fantastico, ma anche e soprattutto come capacità di organizzazione di un proprio personale universo complesso facilmente riconoscibile e leggibile opera dopo opera così da caricarne le componenti formali di valenze che rimandano alla sua stessa sostanza, cioè al suo significato” 1 . Tim Burton può dunque, a ragione, essere considerato un autore utilizzando il termine nel suo senso più puro, in un’accezione molto prossima a quella teorizzata dalla Nouvelle Vague negli anni ’60: tutta la produzione di Burton è contrassegnata, in modo indelebile, dal dominio dello sguardo del regista che permea ogni pellicola in tutte le sue componenti. I film di Burton sono 1 Franco La Polla, “Ed Wood”, Cineforum, n. 344, maggio, 1995, p. 66

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina D'amico Contatta »

Composta da 341 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 15123 click dal 10/03/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.