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La pragmatica linguistica. Austin e Grice

Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Titone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Francesco lo Piparo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 223

La comunicazione verbale nella sua complessa stratificazione ed attuazione, costituisce una forma fondamentale di comportamento umano e diviene base del vivere sociale.
Nel nostro linguaggio, infatti, si riflette tutta la complessità della vita umana, si esprimono intenzioni, giudizi, stati d'animo, esperienze, si entra in "cooperazione" con gli altri individui.
La parola è l'elemento più semplice della comunicazione verbale dotato di significato, considerato l'utensile più antico e prezioso in possesso dell'uomo che, consapevole di questo grande valore e della sua esclusività, ne fa il suo veicolo comunicativo per eccellenza.
Il linguaggio, per questa sua unicità è stato oggetto di riflessione di numerosi filosofi, e in particolare gli studi sul linguaggio hanno dato vita a due diverse correnti, una interessata al linguaggio formale, l'altra all'analisi del linguaggio ordinario.
E' proprio il linguaggio ordinario, fonte inesauribile di procedimenti analitici, che diventa oggetto di studio dei filosofi del linguaggio che si radunano intorno al movimento analitico di Oxford, interessati al modo in cui usiamo il linguaggio e al suo costituirsi in azione.
Il linguaggio ordinario come azione è infatti il nucleo fondamentale di questo nostro lavoro espresso e sviluppato attraverso le teorie di due maggiori filosofi di pragmatica linguistica, Austin e Grice.
La pragmatica linguistica studia la lingua, dal punto di vista della sua funzione, in riferimento a elementi linguistici e contestuali
" E' l'uso ordinario del linguaggio ad essere il punto di riferimento per tutta una serie di questioni d'interesse filosofico riguardanti la soggettività umana, la comunicazione, la comprensione, il coordinarsi dei singoli in relazioni sociali più o meno conflittuali o cooperative"
Come opera il linguaggio? In che modo si può dire che il dire è un fare?
Rispondere a queste domande costituisce il fulcro della nostra Tesi, che si snoda attraverso la teoria degli atti linguistici di Austin e la teoria conversazionale di Grice, in un percorso di ricerca volto ad analizzare le diverse funzioni del linguaggio verbale.
Il lavoro di Austin trova il suo punto di partenza dalla nozione di enunciato performativo, il cui proferimento costituisce l'esecuzione diretta di un'azione.
Egli, inoltre, è consapevole dell'esistenza di una molteplicità di sensi in cui il dire è un fare, per cui il parlare è compiere una serie di atti linguistici che definisce: atto locutorio, l'atto di dire qualcosa; l'atto illocutorio, l'atto nel dire qualcosa; l'atto perlocutorio, l'atto col dire qualcosa.
L'attenzione dell'Autore, come anche la nostra, si concentrerà sull'atto illocutorio, in cui si sviluppano e si esaminano tutta una serie di azioni linguistiche, dal promettere al giudicare, dal ringraziare all'ordinare, in riferimento ad alcuni elementi convenzionali e al contesto di una relazione interpersonale.
La riflessione sugli atti linguistici chiarisce la loro caratteristica di azione all'interno di un confronto intersoggettivo tra parlante e ricevente.
E' da questa consapevolezza di un linguaggio che vede parimenti partecipi i soggetti dell'interazione , parlante e ricevente, che si sviluppa l'analisi della linguaggio di Grice.
Da qui le risposte alle domande iniziali divengono sempre più chiare ed esaustive.
Grice, infatti, intende per comunicazione la produzione intenzionale da parte del parlante-emittente di credenze o azioni su un destinatario-ricevente.
In tale situazione comunicativa, egli definisce il Principio di Cooperazione e le massime conversazionali, che danno un quadro completo di come i parlanti "collaborano alla costruzione di un significato" che va da ciò che è detto esplicitamente a ciò che è inteso.
Questa caratteristica del linguaggio umano di insinuare implicitamente, di fare intendere, diventa elemento distintivo rispetto ad altri linguaggi convenzionali e naturali, tanto che gli si attribuisce la precisa funzione di " comportamento comunicativo razionale".
La teoria degli atti linguistici di Austin e la teoria delle implicature conversazionali di Grice hanno permesso lo sviluppo di diverse aree di ricerca, in cui il linguaggio assume la veste di fecondo terreno d'indagine e di riflessione.

La nostra Tesi , intitolata La pragmatica linguistica. Austin e Grice, analizza la dinamicità del linguaggio ordinario e si articola in due sezioni.
Una prima sezione di lavoro include la teoria degli atti linguistici di Austin, suddivisa in due capitoli, in cui si analizza l'atto performativo, come azione del linguaggio, e in particolare l'atto illocutivo e le sua articolazioni.
La seconda parte si interessa della filosofia del linguaggio di Grice, dalla sua definizione di significato naturale e non naturale sino agli sviluppi delle implicature conversazionali, in cui si cerca di cogliere sfumature e caratteristiche di un linguaggio che si definisce cooperativo.

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GE II II INTRODUZIONE La comunicazione verbale nella sua complessa stratificazione ed attuazione, costituisce una forma fondamentale di comportamento umano e diviene base del vivere sociale. Nel nostro linguaggio, infatti, si riflette tutta la complessità della vita umana, si esprimono intenzioni, giudizi, stati d'animo, esperienze, si entra in "cooperazione" con gli altri individui. La parola è l'elemento più semplice della comunicazione verbale dotato di significato, considerato l'utensile più antico e prezioso in possesso dell'uomo che, consapevole di questo grande valore e della sua esclusività, ne fa il suo veicolo comunicativo per eccellenza. Il linguaggio, per questa sua unicità è stato oggetto di riflessione di numerosi filosofi, e in particolare gli studi sul linguaggio hanno dato vita a due diverse correnti, una interessata al linguaggio formale, l'altra all'analisi del linguaggio ordinario. E' proprio il linguaggio ordinario, fonte inesauribile di procedimenti analitici, che diventa oggetto di studio dei filosofi del linguaggio che si radunano intorno al movimento analitico di Oxford, interessati al modo in cui usiamo il linguaggio e al suo costituirsi in azione. Il linguaggio ordinario come azione è infatti il nucleo fondamentale di questo nostro lavoro espresso e sviluppato attraverso le teorie di due maggiori filosofi di pragmatica linguistica, Austin e Grice. La pragmatica linguistica studia la lingua, dal punto di vista della sua funzione, in riferimento a elementi linguistici e contestuali La prassi linguistica come punto di riferimento necessario all'autocomprensione umana. M. Sbisà

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