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Vantaggio competitivo, management e qualità

La tesi affronta il tema della competitività delle aziende nel mondo contemporaneo, dominato dalla caduta delle frontiere economiche e dalla comunicazione globale. Mentre il contesto economico rappresenta il fattore esogeno per il raggiungimento e il consolidamento della competitività, l’importanza della teoria organizzativa, invece, fornisce il metro di misura per individuare nel management il fattore endogeno principale attraverso cui raggiungere il vantaggio competitivo nei segmenti di mercato di riferimento. Le azioni per migliorare la competitività non dipendono solo dai costi di produzione e quindi dai bassi costi dei prodotti immessi nel mercato; si sostiene invece che un preciso modello organizzativo e produttivo basato sulla Qualità possa essere la causa di un miglioramento generale dell’impresa. La Qualità dei processi di produzione e delle condizioni lavorative delle risorse rappresentano la filosofia aziendale del management, la vision attraverso cui attuare un processo di continuo miglioramento dell’impresa.
Il caso di studio è rappresentato da La Cromografica Srl, un’azienda attiva, dal 1974, nel segmento della produzione grafico-editoriale nel comparto della prestampa. Il successo raggiunto da La Cromografica mi ha offerto un valido spunto di riflessione sull’importanza delle strategie del management, giustificando così l’importanza decisiva di precisi disegni gestionali per il raggiungimento della Qualità e quindi per il miglioramento del vantaggio competitivo.

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5 Prefazione “Il viaggio vero della scoperta non consiste nel ricercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”. (Alla ricerca del tempo perduto - Marcel Proust) I cambiamenti culturali, economici e sociali che si sono alternati sullo scenario socio-economico mondiale negli ultimi 15 anni, hanno fatto e fanno parlare di “rivoluzione informatica”, “era post-moderna” e di “transizione post- industriale”. Ogni sfera dell’attività umana si è trasformata grazie all’introduzione di sostanziali innovazioni tecnologiche ed organizzative. In particolare, viene sostenuto che l’internazionalizzazione delle imprese sia di grande che di medio-piccola dimensione, la globalizzazione dei mercati e l’accelerazione tecnologica ed organizzativa, hanno determinato una variazione sostanziale negli approcci e nella gestione di tutti i processi economici e sociali e che i mercati nazionali possono essere messi in discussione dai mercati più aggressivi e più competitivi. La competitività delle industrie diventa una costante in materia di politica economica; la produzione industriale, i grandi marchi nazionali, sembrano continuamente essere sull’orlo di crisi definitive. L’indagine affronterà la questione della globalizzazione, per interpretare le tendenze socio-economiche, e per definire i tratti del mercato in cui le aziende operano. Spesso l’idea di una rivoluzione globale sembra essere decantata come un fenomeno mitico e molto spesso la globalizzazione è un concetto di rilevanza politica, appannaggio per politiche elettorali, utile per discriminare la contrapposta fazione. I ragionamenti seguiti nella presente indagine definiranno la globalizzazione come il risultato di tendenze che esistono già da molti anni, di comportamenti sociali ed economici nati in varie epoche della storia umana. In realtà si vedrà come la combinazione simultanea di tendenze e comportamenti sempre esistiti rappresentano il combustibile e le notevoli innovazioni tecnologiche rappresentano la scintilla che permette il cambiamento, lo spostamento di valori e di bisogni dal paradigma industriale all’economia della conoscenza, al capitalismo delle reti. La centralità della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione sono fattori essenziali per comprendere la competitività dei mercati. Da questa considerazione emerge come il vantaggio competitivo dipenda quasi esclusivamente da scelte di investimento tecnologico, e dalla conseguente ri-organizzazione o re-ingegnerizzazione dei sistemi produttivi. Fondamentalmente si vuole sostenere che nel contesto socio-economico globalizzato, la competitività dipenda da fattori sia esogeni che endogeni. L’attrattività commerciale di un dato segmento di mercato e l’abbassamento dei costi dei prodotti dei competitors rappresentano indubbiamente i fattori esogeni della competitività. D’altro lato non è possibile pensare alla competitività senza far riferimento al pensiero organizzativo, o senza far ricorso all’introduzione di nuove tecnologie, cioè a fattori assolutamente endogeni di un’azienda. Il concetto di competitività verrà, quindi, correlato al concetto di Qualità, intendendo con essa sia la qualità dei processi di produzione, che la qualità delle condizioni lavorative delle risorse umane, indagando quindi quali siano i fattori endogeni che possono arrecare il maggior vantaggio competitivo ad un’azienda. Lo scopo dell’indagine, pertanto, consiste nell’analisi, attraverso un modello ipotetico, dell’organizzazione di un’azienda di prestampa (La Cromografica Srl) affermata nel suo segmento di mercato, al fine di individuare i fattori di successo e i fattori più critici che possono rallentare processi di continuo miglioramento.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Cristina Cannia Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 14704 click dal 14/03/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.