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L'art. 429, terzo comma, c.p.c. , nella legislazione e nella giurisprudenza più recenti

L’ esigenza di tutelare il lavoratore dinanzi al fenomeno della lungaggine processuale è alla base dell’introduzione nel sistema del 3° comma dell’ art. 429, il quale espressamente sancisce che la sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro “per crediti di lavoro” deve contenere anche la condanna al pagamento degli interessi nella misura legale ed al risarcimento del maggior danno per la eventuale diminuzione del valore di credito, ossia del danno da svalutazione monetaria.
Volgendo l’attenzione all’evoluzione esegetico-applicativa di quest’ultima peculiare disposizione, possiamo legittimamente presumere che il legislatore del ’73 non potesse nemmeno immaginare a quali e a quanto accese diatribe essa avrebbe dato luogo; contese inevitabili in considerazione dell’entità delle implicazioni economiche derivanti dalla sua applicazione.
Infatti, benché il testo di quest’ultima disposizione sia rimasto invariato nel corso degli anni, il suo ambito di operatività è più volte mutato, a causa sia delle oscillazioni interpretative della giurisprudenza ordinaria, sia dei numerosi interventi della Corte Costituzionale, sia, ancora, di nuove disposizioni contenute in leggi speciali.

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7 Premessa. Il processo del lavoro: brevi cenni. Con la locuzione “processo del lavoro” ci si riferisce all’insieme di norme contenute nel titolo IV del c.p.c., specificatamente destinato alla regolamentazione delle controversie individuali del lavoro e alle controversie in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria. La scelta legislativa, di fatto ribadita con la riforma del 1973, di destinare alla suddetta materia un distinto ed autonomo schema processuale ha addirittura sollevato il problema della natura ordinaria o speciale del processo del lavoro. Sebbene ad oggi sia pacificamente condiviso dagli operatori l’assunto che il processo del lavoro, quale strumento generale per ottenere tutela, in via di cognizione piena, in materia di lavoro, sia da ritenersi strumento di attuazione della giurisdizione ordinaria, e non di una giurisdizione specializzata ex art. 102,2° comma, Cost, non può disconoscersi a tale procedimento un carattere di specialità derivante proprio dalla previsione di uno schema processuale ad hoc che

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Eugenio Pagano Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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