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Identità nella Rete. Per una psicologia della comunicazione mediata dal computer

Con le sue caratteristiche di anonimato, perdita di referenti sociali, rarefazione della comunicazione interpersonale, Internet offre un terreno fertile alla sperimentazione di ruoli inediti e identità fittizie, siano esse improvvisate oppure frutto di un’accurata presentazione.
Secondo alcune ipotesi, giochi di ruolo e sviluppo di sé possibili sarebbero opportunità del tutto innocue per l’utente, producendo anzi effetti benefici nell’utilizzatore. Per altri, questo “potere seduttivo” della Rete indurrebbe un effetto destabilizzante sulla personalità del soggetto, con il rischio che questi possa assuefarsi agli ambienti online, fin quasi a diventarne totalmente dipendente.
Fino a che punto risulta possibile “giocare” con la propria identità? Quanto incidono le caratteristiche intrinseche degli ambienti virtuali nell’influenzare i nostri processi di costruzione del Sé? L’identità assunta online può maturare un effetto destabilizzante sulle condotte adottate in real life? E quando ciò avviene, secondo quali proporzioni è corretto parlare di “dipendenza” da Internet?

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Introduzione Fino a poco tempo fa, Internet era visto dai più come un totem seducente e misterioso, venerando o malevolo. Le valutazioni aprioristiche e apocalittiche, frutto di un’immagine riduttiva e distorta veicolata dai mass media, stigmatizzavano la Rete ed i suoi adepti, denotando una scarsa conoscenza del fenomeno “dall’interno”. Così, la prima impressione di Internet, impostasi all’immaginario collettivo della gente, è stata quella di un ambiente di comunicazione riservato a pochi eletti, per lo scambio di dati scientifici tra ricercatori esperti di informatica, o per le conversazioni alienanti di individui affetti da una mancata integrazione nella vita “reale”. Un simile atteggiamento è stato dominante, e lo è forse tuttora in Italia, a causa del ritardo nella diffusione dell’accesso alla Rete presso la popolazione del nostro Paese. Potrebbe sembrare un’impressione più che legittima a chi non si sia mai avventurato in Rete, ma abbia maturato un’idea del fenomeno esclusivamente sulla base dell’immagine delineata dagli organi di stampa e televisione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Carlo Baldi Contatta »

Composta da 331 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11204 click dal 21/03/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.