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Amnesty International: comunicare i diritti umani

Informazioni tesi

  Autore: Virginia Marconi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Comunicazione Internazionale
  Relatore: Carlo Belli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 254

Le Organizzazioni Non Governative hanno assunto un ruolo sempre più importante all’interno del contesto internazionale, divenendo dei punti di riferimento anche per organizzazioni intergovernative di rilievo come le Nazioni Unite. A contribuire a tutto questo vi sono stati elementi distintivi quali la loro flessibilità amministrativa, la mancanza di centri di potere fortemente strutturati, il fatto di essere state capaci di assumere compiti e di fornire servizi che erano una prerogativa degli Stati. Nonostante la diffidenza che, in molti casi, questi ultimi hanno dimostrato nei confronti delle ONG, esse si sono dimostrate i mezzi ideali attraverso i quali la società civile può riuscire a veicolare le proprie domande politiche.
In modo particolare si prendono qui in considerazione le ONG che si occupano dei diritti umani, l’importante ruolo che esse hanno avuto nel catalizzare l’attenzione mondiale su tali diritti e sulle libertà fondamentali durante la scrittura della Carta delle Nazioni Unite e la pressione politica determinante che hanno esercitato affinché venisse adottato un documento fondamentale per la storia dei diritti umani, la Dichiarazione Universale. Il loro obiettivo è raccogliere informazioni sul rispetto degli standards dei diritti umani internazionalmente riconosciuti da parte dei governi, assicurare che i diritti umani vengano rispettati e mettere in pratica azioni mirate alla codificazione di nuove norme.
Si rivolge un’attenzione particolare ad una delle più grandi ONG dei diritti umani: Amnesty International. Fondata nel 1961 raccoglie oggi più di 1.800.000 membri, sostenitori e sottoscrittori in più di 150 paesi e territori in ogni regione del mondo. Essa ha avuto un ruolo fondamentale nello stabilire standards internazionali e norme sui diritti umani, nel fare pressione per dar vita a garanzie profonde e vincolanti e far luce sul vuoto tra i principi esistenti e l’effettivo esercizio dei diritti umani. Non si tralasciano tuttavia le sue debolezze e le importanti sfide che le si presentano poiché immersa in una realtà poltica ed economica nuova, risultato di un generale processo di globalizzazione: la sua debole presenza al Sud del mondo, il fatto che la sua membership non abbia ancora assimilato a fondo l’inserimento dei diritti economici, sociali e culturali nel mandato, la lentezza del suo processo di decisione interna, la proliferazione di piccole ONG nazionali che lavorano su aree di interesse emergenti, il dibattito sull’universalità dei diritti umani e la necessità di rispondere nel modo più adeguato possibile alle massicce violazioni dei diritti umani di cui è testimone il mondo moderno.
Si analizzano le numerose tecniche di campagna che AI ha a disposizione e che, ogni volta, cerca di mettere in campo per raggiungere i più diversificati strati della società, con l’obiettivo di sensibilizzare sia il pubblico in generale che i vertici politici e governativi.
A conferma di ciò sono state poste domande in merito al Campaign Coordinator della Sezione italiana di Amnesty International. Il rapporto con il mondo dell’informazione è ancora problematico per certi aspetti.
È evidente il fatto che i diritti umani sono diventati sempre più presenti negli ultimi anni, anche nelle politiche governative e delle istituzioni internazionali. Tutto ciò tende a riflettersi sui mezzi di comunicazione. Se, da un lato, si può constatare una maggiore ricettività rispetto ai diritti umani, dall’altro, rimangono ancora degli ostacoli che non ci permettono di affermare con sicurezza che i media coprano in modo adeguato le notizie riguardanti questo tema. Il mercato dell’informazione porta le ONG a dover affrontare dei compromessi, come la necessità di adeguarsi a precise tecniche e richieste a discapito di un’informazione corretta ed approfondita. Inoltre i mezzi di comunicazione che più si interessano alla questione dei diritti umani sono, quasi esclusivamente, quelli che hanno sede nei paesi più ricchi del Nord e che vedono i diritti umani come un problema “straniero”, legato perlopiù a situazioni conflittuali.
Di fronte all’attuale panorama della copertura dei diritti umani si fanno delle proposte che potrebbero garantire un approccio più esaustivo e strutturato alla tematica dei diritti umani ed una copertura più precisa e coerente, ad esempio: garantire una maggiore fruibilità e leggibilità delle notizie, creare la figura del “giornalista dei diritti umani”, in grado di avere maggiori conoscenze e sensibilità in merito al tema.
Infine, si rivolge l’attenzione all’impatto che la comunicazione dei diritti umani esercita sulle persone. Le stesse organizzazioni dei diritti umani hanno tentato di usare drammatici avvertimenti sul futuro per cercare di superare le soglie del diniego, cioè un particolare meccanismo di difesa che tendiamo ad attivare, più o meno consapevolmente, di fronte all’enorme quantità d’informazione che ci viene proposta, e che cerchiamo di selezionare o addirittura di rifiutare.



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Introduzione Il presente lavoro inizia col dare un’immagine complessiva dell’ampio universo delle Organizzazioni Non Governative (ONG). Grandi sono le difficoltà che si incon- trano nel momento in cui si cerca di trovare un’unica definizione che sia in grado di raccogliere i diversi tipi di ONG esistenti al mondo, soprattutto se si tiene conto del fatto che esistono anche delle significative deviazioni rispetto all’idea più general- mente accettata di ONG. Le ONG hanno assunto un ruolo sempre più importante all’interno del contesto internazionale, e sono diventate dei punti di riferimento anche per organizzazioni intergovernative di rilievo come, ad esempio, le Nazioni Unite. Elementi che hanno sicuramente contribuito a garantire tutto ciò sono stati la flessibilità amministrativa e la generale mancanza di centri di potere fortemente strutturati che hanno permesso alle ONG di inserirsi in aree interessate da emergenze politiche complesse. Tale fles- sibilità ha quindi reso le ONG i principali referenti per organizzazioni con apparati più pesanti. La mia attenzione è stata catturata, in modo particolare, dalle ONG che si occu- pano dei diritti umani. Tra gli obiettivi primari della loro azione vi è la necessità di controllare e raccogliere informazioni sul modo in cui i governi si comportano in relazione agli standards dei diritti umani internazionalmente riconosciuti, assicurare che i diritti umani vengano adeguatamente rispettati e mettere in pratica azioni mira- te alla codificazione di nuove norme. Per fare tutto questo utilizzano vari mezzi, tra i quali: la denuncia e la mobilitazione della vergogna, la costruzione di canali di comunicazione che siano in grado di garantire il dialogo con coloro che hanno la responsabilità di adottare le decisioni nell’area dei diritti umani, e la possibilità di esercitare pressione su di essi e su tutti i punti focali del sistema internazionale dei diritti umani, affinché sia possibile adottare nuovi standards, o mettere in pratica quelli già esistenti. Inoltre, un ruolo non secondario delle ONG dei diritti umani è quello di garantire la distribuzione di servizi come, ad esempio, il patrocinio gratui- to e l’educazione al tema dei diritti umani, un argomento che, nella pratica, si rive- 3

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