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Opzioni Reali. Valutazione degli investimenti in condizioni di incertezza

L'obiettivo del lavoro è quello di analizzare un approccio innovativo alla valutazione degli investimenti, il metodo delle opzioni reali, confrontandolo con i metodi tradizionali maggiormente applicati al fine di rilevarne le principali differenze e mettere in evidenza i vantaggi relativi e gli eventuali limiti di applicabilità.
Le opzioni reali costituiscono una metodologia particolarmente adeguata in contesti di elevato dinamismo, in quanto consentono di assegnare un valore alla flessibilità manageriale, ovvero alla possibilità del management di rivedere le proprie decisioni in funzione dei cambiamenti avvenuti nel contesto ambientale, ed in particolare nell'opportunità di differire un progetto, di ampliarlo, oppure di abbandonarlo perchè non sussistono più le condizioni che lo rendono economicamente conveniente.
L'aspetto che più di ogni altro si vuole rilevare, è che il modello delle opzioni reali non costituisce semplicemente un criterio di valutazione degli investimenti, ma un processo costituito da una sequenza di fasi logiche e coordinate, che spinge il management ad indagare sulle alternative di azione futura, analizzando la dimensione strategica che il progetto può avere nell'ambito della strategia complessiva d'impresa.

Nel I capitolo vengono analizzati gli aspetti che hanno determinato la necessità di rivisitare i criteri tradizionali di valutazione degli investimenti, e di sviluppare nuovi approcci che consentano di considerare la dimensione strategica assunta dalla finanza d'impresa.
Nel II capitolo, dopo aver definito il concetto e le caratteristiche salienti degli investimenti strategici (par.1), si illustrano i principali metodi tradizionali di valutazione. In particolare, vengono considerati pregi e difetti del valore attuale netto (par.2), del tasso interno di rendimento(par.3), e del pay back period method (par.5). Successivamente, viene affrontato il problema dell'impatto delle decisioni di finanziamento sulla valutazione dei progetti, confrontando due criteri in grado di considerare il problema dell'interazione tra decisioni di investimento e di finanziamento, il metodo del costo medio ponderato del capitale e quello del valore attuale modificato (par.6).
Nel III capitolo si introducono le opzioni reali (par.1), ponendo particolare enfasi sulla capacità del metodo di considerare l'incertezza come un'opportunità, anzichè come una minaccia che riduce il valore delle iniziative (par.2). dopo aver esaminato le basi teoriche su cui esse si fondano (par.3) e i più comuni modelli matematici utilizzabili per quantificarle (par.4), viene proposta una logica di valutazione basata sulle opzioni reali.
In particolare, si sviluppa un metodo articolato in 3 fasi (par.5): (1) individuazione delle aree di flessibilità manageriale, (2) identificazione delle opzioni reali e (3) valutazione quantitativa del progetto. Infine, vengono individuate le principali opzioni reali presenti nei diversi settori industriali (par.6).
Nel IV capitolo si affronta il problema della valutazione di un progetto di alta velocità. L'iniziativa è stata prima valutata con i criteri tradizionali (par.3), e successivamente sono state analizzate, mediante il metodo delle opzioni reali, tre diverse opportunità future insite nel progetto.
L'obiettivo dell'analisi è stato quello di dimostrare come la considerazione di tali opportunità possa modificare radicalmente il giudizio di convenienza economica relativo all'iniziativa. Infatti, nonostante l'analisi tradizionale conduca ad un VAN negativo, il progetto presenta, al verificarsi di determinate condizioni di scenario, un valore significativo qualora vengano considerate le diverse opzioni ad esso connesse.

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CAPITOLO 3 Metodologie di valutazione in contesti perturbati: la teoria delle opzioni reali 1. Premessa La teoria delle opzioni reali ha origine nella diffusa insoddisfazione generata dall’utilizzo della logica del VAN per la valutazione degli investimenti. Tale insoddisfazione era legata al fatto che il VAN generava una sistematica sottostima del valore dell’investimento qualora questo presentasse opportunità strategiche future, difficilmente traducibili in flussi di cassa attesi. La critica al criterio del VAN è stata realizzata da due correnti sviluppatesi separatamente negli anni sessanta e negli anni ottanta. La prima ritiene che il problema sia congenito al modello del valore attuale netto e propone l’applicazione della logica della Simulazione Montecarlo o della Decision Tree Analysis per la valutazione dei progetti d’investimento (Hertz, 1964; Magee, 1964). La seconda sostiene che il problema sia legato ad una scorretta applicazione del

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Paolo Terlizzi Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.