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La Sicilia e le economie mediterranee - Prospettive in relazione al partenariato euromediterraneo

Informazioni tesi

  Autore: Simona Lo Monaco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia del Commercio Internaz. e dei Mercati Valutari
  Relatore: Giovanni Tondini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 245

La tesi esamina come il processo avviato a Barcellona nel novembre del 1995 possa essere fonte di nuove opportunità di sviluppo per la Sicilia, luogo per il quale i mercati mediterranei rappresentano una zona di importanza fondamentale.
Il documento costitutivo del Processo di Barcellona rivela una strategia di cooperazione fondata su un approccio di natura non solo economica ma anche la creazione di uno spazio di pace e stabilità basato sul rafforzamento del dialogo politico.
Per quanto riguarda le relazioni economico-commerciali, il Partenariato mira ad una graduale liberalizzazione degli scambi, con la costituzione, prevista per il 2010, di una zona di libero scambio. Insieme con l’EFTA (Eupopean Fair Trade Association) e i Paesi dell’Europa Centro-Orientale candidati all’adesione, quest’area dovrebbe quindi comprendere circa 40 Stati e circa 700 milioni di consumatori, costituendo una delle zone commerciali più importanti del mondo.
In tale contesto l’Italia si trova, geograficamente e culturalmente, a fare da ponte tra l’Europa e l’area mediterranea; ancor più la Sicilia, quindi, si trova ad essere punto d’incontro tra il mondo occidentale e mediorientale, tra cultura europea ed araba.
L’area del Mediterraneo meridionale e orientale (in seguito denominata area MED), fa riferimento agli undici paesi che si affacciano sul Mediterraneo meridionale e orientale: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele e Territori palestinesi, Giordania, Libano, Siria, Turchia. Si tratta degli stessi paesi che hanno aderito al Partenariato Euro-mediterraneo (salvo la Libia, che vi è entrata a partecipare solo quale osservatore).
Gli accordi di associazione sono stati conclusi con Tunisia e Israele (1995), Marocco (1996), Giordania (1997), Egitto (1999), Algeria (2001), e Libano (2002). Quelli con Tunisia Israele e Marocco sono stati ratificati e sono in forza; con la Turchia è in vigore un unione doganale dal 1996 mentre gli accordi con la Siria, le cui negoziazioni si sono quasi concluse alla fine del 2003 e devono essere approvate dalle istituzioni politiche.
Questo lavoro si articola in due parti, la prima è un’analisi generale delle due aree oggetto della tesi, la Sicilia e i Paesi dell’area Med, la seconda analizza in particolare le relazioni economiche che intercorrono tra queste aree.
Il primo capitolo raffigura la situazione economica attuale della Sicilia, le principali attività produttive, il tessuto imprenditoriale, ma in generale traccia i contorni di una regione che deve affrontare i problemi che derivano da un sistema economico fragile, e contemporaneamente reperire gli strumenti adatti a supportare la vivacità che si manifesta in alcuni settori produttivi e in alcune province .
Il secondo capitolo, presenta un’analisi generale dell’area Med e le sue prospettive di crescita in relazione alla creazione della zona di libero scambio (ZLS) che troverà la sua piena attuazione nel 2010. Vengono inoltre presentati gli strumenti finanziari dell’Unione Europea a sostegno dell’area e gli strumenti di intervento e gli enti nazionali a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese.
Il terzo e il quarto capitolo, mostrano i dati generali relativi all’interscambio commerciale che coinvolge i paesi dell’area Med e l’UE, in particolare le relazioni commerciali che intercorrono con la Sicilia e i principali prodotti oggetto dell’interscambio.

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1 INTRODUZIONE Scopo di questo lavoro è esaminare come il processo avviato a Barcellona nel novembre del 1995 possa essere fonte di nuove opportunità di sviluppo per la Sicilia, luogo per il quale i mercati mediterranei rappresentano una zona di importanza fondamentale. Il documento costitutivo del Processo di Barcellona rivela una strategia di cooperazione fondata su un approccio di natura non solo economica ma anche la creazione di uno spazio di pace e stabilità basato sul rafforzamento del dialogo politico. Per quanto riguarda le relazioni economico-commerciali, il Partenariato mira ad una graduale liberalizzazione degli scambi, con la costituzione, prevista per il 2010, di una zona di libero scambio. Insieme con l’EFTA (Eupopean Fair Trade Association) e i Paesi dell’Europa Centro-Orientale candidati all’adesione, quest’area dovrebbe quindi comprendere circa 40 Stati e circa 700 milioni di consumatori, costituendo una delle zone commerciali più importanti del mondo. In tale contesto l’Italia si trova, geograficamente e culturalmente, a fare da ponte tra l’Europa e l’area mediterranea; ancor più la Sicilia, quindi, si trova ad essere punto d’incontro tra il mondo occidentale e mediorientale, tra cultura europea ed araba. L’area del Mediterraneo meridionale e orientale (in seguito denominata area MED), fa riferimento agli undici paesi che si affacciano sul Mediterraneo meridionale e orientale: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele e Territori

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Parole chiave

area med
economie mediterranee
partenariato
processo di barcellona
sicilia
sviluppo sicilia

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