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Il project financing. Caratteristiche operative e prospettive di sviluppo sul mercato italiano.

La tesi si occupa dell'innovativa tecnica di finanziamento del Project Financing (finanza di progetto) analizzandola nei suoi aspetti e delineando le possibili linee di sviluppo del metodo nel nostro Paese.
Il primo capitolo (Le caratteristiche di un'operazione di Project Financing) dopo aver operato un'esposizione critica delle diverse definizioni esistenti del P.F., fornisce una descrizione dettagliata degli elementi caratteristici di queste tecniche di finanziamento.
Il secondo capitolo (Il Project Financing nella realizzazione e gestione delle infrastrutture) si occupa delle problematiche connesse all'adozione del P.F. nel settore delle opere pubbliche.
Il terzo capitolo (Il Project Financing in Italia. Aspetti normativi e modelli operativi) descrive i riferimenti legislativi per l'applicazione del P.F. alla produzione di servizi infrastrutturali.
L'ultimo capitolo (Le prospettive di sviluppo del Project Financing sul mercato italiano) si propone di individuare quei settori che presentano le migliori caratteristiche ai fini della diffusione del Project Financing in Italia.

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1 INTRODUZIONE Alla luce del fondamentale ruolo svolto dalle infrastrutture per lo sviluppo economico, appare particolarmente grave il problema del non adeguato livello di dotazione infrastrutturale del nostro Paese1, problema che si è perfino acuito negli ultimi anni in conseguenza della brusca caduta degli investimenti statali in opere pubbliche2. Tale situazione è oramai insostenibile per la nostra economia. Risulta quindi indispensabile fornire un un’adeguata risposta alla crescente domanda di servizi infrastrutturali consoni, per quantità e qualità, alla posizione occupata dal nostro Paese tra le economie industrializzate, a maggior ragione in considerazione della nuova situazione prodottasi a seguito dell’istituzione dell’Unione Monetaria Europea, che fa venir meno la possibilità di compensare il divario di competitività tra il nostro sistema economico e quello dei nostri partners comunitari attraverso il ricorso alla svalutazione della lira. D’altronde questo nuovo contesto sarà, inevitabilmente, un potente stimolo ad accrescere l’efficienza del sistema economico; una nuova politica di infrastrutturazione può senz’altro contribuire al conseguimento di tale risultato. 1 Per avere un’idea del ritardo dell’Italia, si può citare i dati di fonte Ecoter relativi al 1985 (ma è da ritenere che le cose non siano cambiate in maniera rilevante nel decennio successivo) che, fatta pari a 100 la media CEE di dotazione infrastrutturale complessiva, attribuiscono all’Italia 88,8, poco al di sopra della Spagna, ma del tutto distante dagli standard dei paesi guida come il Regno Unito, la Francia e la Germania (cfr. Cappellini, Gatti, 1997, p. 71). peraltro all’interno del nostro paese, come si sa, esistono forti differenziazioni territoriali nella dotazione infrastrutturale: posta pari a 100 la dotazione italiana, il Mezzogiorno presenta un indice pari a 60,9 contro il 133.6 dell’Italia Nord-Occidentale (cfr. Braghò, 1995, p. 80). 2 A partire dal 1991 il tasso di crescita annuale reale degli investimenti in opere pubbliche risulta sempre negativo; nel 1993, poi, la spesa per investimenti in opere pubbliche è calata addirittura del 19%, in termini reali, rispetto al 1992 (cfr. Braghò, 1995, p. 80).

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Vincenzo Barbato Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4356 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.