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Ormesi e tossicità da agenti industriali e naturali:uno studio su tannini vegetali

Informazioni tesi

  Autore: Teresa Russo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Biologiche
  Relatore: Francesco Aliberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

Embrioni e sperma di ricci di mare di S. granularis e P. Lividus sono stati utilizzati in questo lavoro per saggiare la tossicità dei tannini estratti da Acacia mollissima e utilizzati nella concia delle pelli. Nella concia tradizionale si utilizzano preparati di tannini vegetali, con un processo in due fasi tannino usato (TU) e tannino fresco (TF) di cui è stata saggiata la tossicità. I primi risultati hanno dimostrato che il tannino usato ha esercitato una tossicità acuta a livelli più bassi del tannino fresco, infatti 1g/L TU ha dato luogo al 100% di mortalità embrionale in S. granularis contro i 100mg/L di TF. I saggi successivi sono stati condotti sull’estratto acquoso di TF a concentrazioni equivalenti a sospensioni di TF comprese tra 0.1 e 30 mg/L. In questo caso EAT a concentrazioni  1mg/L ha dato luogo a tossicità sullo sviluppo e mortalità embrionale più forte in S. granularis rispetto a P. lividus. Nell’intervallo di concentrazioni compreso tra 0.1 mg/L e 1mg/L, la frequenza delle malformazioni larvali è stata significativamente più bassa di quella dei controlli. Questo effetto detto di ormesi è stato osservato in un numero di repliche molto alto (fino a 14), e questo è stato significativo per quelle colture caratterizzate da una bassa qualità delle larve, cioè in quei lotti in cui si aveva  70% di larve normali nei controlli. Gli embrioni trattati con la sospensione acquosa di tannino fresco a concentrazioni che andavano da 1mg/L a 1g/L hanno mostrato un andamento non monotonico sia in termini di effetti mitotossici che di aberrazioni mitotiche. Lo stesso risultato si è avuto anche per la spermiotossicità in entrambe le specie, con un massimo di successo riproduttivo alla concentrazione di 0.3 mg/L di EAT e una diminuzione fino a 30mg/L. Gli embrioni sviluppati da sperma di P. lividus esposto a EAT a concentrazioni comprese tra 0.1 e 0.3 mg/L hanno mostrato una diminuzione delle malformazioni larvali rispetto ai controlli, mentre si è avuto un aumento dei difetti di sviluppo in quegli embrioni generati da sperma esposto a concentrazioni di EAT comprese tra 1mg/L e 30mg/L. Dai dati ottenuti si è visto che i tannini usati nella concia delle pelli possono causare danni ambientali alle alte concentrazioni, mentre bassi livelli danno luogo a effetti ormetici.

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6 Scopo della presente tesi è stato quello di valutare gli effetti inibitori o ormetici di agenti industriali e di agenti naturali quali i tannini usati nella concia delle pelli su due specie di riccio di mare, P. lividus e S. Granularis. UTILIZZAZIONE DEI RICCI DI MARE IN TOSSICOLOGIA L’utilizzazione dei ricci di mare in studi tossicologici risale agli anni 1950-1960, a partire dai lavori di Wilson (1951) e Bougis (1959), che proposero l’uso di embrioni di riccio di mare in saggi di tossicità. Negli anni ’70 gli embrioni e gameti da ricci di mare furono proposti come indicatori di inquinamento marino (Kobayashi 1971;1972; Kobayashi et al.,1974) e come strumenti per valutare l’azione tossica di farmaci e di contaminanti ambientali (Hagström e Lönning 1973). Successivamente, numerosi gruppi hanno contribuito alla promozione dell’utilizzo del riccio di mare in tossicologia per la valutazione di numerosi contaminanti (Dinnel et al., 1981; Hose et al., 1983; Pagano et al., 1982;1983;1985;1986). Il riccio di mare è stato utilizzato, inoltre, anche in studi sulla bioaccumulazione (Letourneau 1982). Sia i gameti che gli embrioni di riccio di mare sono stati utilizzati in numerosi studi di farmacologia, concernenti i meccanismi responsabili della citotossicità naturale (Fusetani 1987; Biyiti et al., 1991; Pesando et al., 1991) e di inquinanti (Allemand et al., 1988; Pagano 1989; Allemand et al., 1989 Walter et al., 1989). L’uso di procedure sperimentali basate sull’utilizzazione di agenti in grado di alterarare le fasi dello sviluppo ha permesso di conoscere le principali fasi dello sviluppo embrionale del riccio di mare. Su queste basi si è sviluppato l’uso degli embrioni di ricci di mare nello studio dell’embriotossicità di numerose sostanze chimiche e di miscele complesse quali sedimenti inquinati (Pagano et al., 1993;2001), fanghi e residui secchi di origine industriale (Trieff et al., 1995; Pagano et al., 2002 a,b). L’interesse del modello risiede nella possibilità di svelare le potenzialità embriotossiche e spermiotossiche di questi agenti e di comprendere il loro meccanismo di azione (rassegna di Pagano et al., 1986).

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Parole chiave

agenti industriali
echinodermi
ormesi
tannini
tossicità
tossicologia

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