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La censura nel sistema cinematografico e televisivo. Aspetti legislativi, sociali e giuridici.

Informazioni tesi

  Autore: Valeria De Rentiis
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Giovanni Teodoro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 443

L'articolo 21 della Costituzione sancisce la libertà di manifestazione del pensiero con la parola lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione.Tale libertà, secondo la giurisprudenza evolutiva e costante della Corte Costituzionale, nel passaggio da libertà negativa a positiva, comprende tanto il diritto ad informare, quanto quello ad essere informati.
La televisione e il cinema costituiscono una preziosa risorsa per il pubblico che ne usufruisce. La prima appare come discorso, strumento linguistico attraverso il quale una società può parlare di sè, raccontarsi; un vero e proprio "specchio sociale".Il cinema rientra in quel sistema di valori che fanno parte dell'immaginario collettivo, inteso come sistema di bisogni, valori e pratiche sociali. L'anello che unisce questi due universi e che viene analizzato in questo elaborato è il concetto di libertà di espressione, di manifestazione del pensiero, tutelata dall'articolo 21 della Costituzione e dunque di censura intesa come strumento limitativo di tale libertà.Il punto di partenza è proprio l'art.21, dove al comma 6 definisce l'unico limite esplicito alla libera manifestazione del pensiero:il buon costume.Il clima sociale è andato mutando nel corso degli anni:una società laica e pluralistica è andata progressivamente sostituendosi ad una tradizionalmente cattolica, comportando un maggior permissivismo ed un'apertura ai modelli delle avanzate civiltà occidentali. Ecco allora la nascita di u nuovo costume in cui i temi sesuali sono oggetto di libera trattazione. Siamo di fronte ad un percorso evolutivo che ha portato, non soltanto alla rivalutazione di un'opera prima etichettata e poi bandita in nome della repulsione e del disgusto che provocava, ma anche ad una maturazione dello spettatore che oggi non si scandalizza più di fronte ad un nudo cinematografico o ad una scena particolarmente forte.Tutto fa parte di un costume ormai completamente adeguato alla modernità ed aperto al confronto di quaunque natura esso sia."Che se ne parli bene o male, purchè se ne parli"affermava Oscar Wilde.E in fondo non aveva torto visto che spesso ciò che viene censurato fa parlare più di ciò che viene considerato la normalità.

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5 PREMESSA L’Articolo 21 della Costituzione sancisce la libertà di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. Tale libertà, secondo la giurisprudenza costante ed evolutiva della Corte Costituzionale, nel passaggio da libertà negativa a libertà positiva, comprende tanto il diritto ad informare, quanto quello ad essere informati. Le garanzie disposte al riguardo dall’art. 21 coprono tutte le possibili comunicazioni: non solo quelle orali o scritte, ma anche quelle espresse attraverso un qualunque altro mezzo di diffusione (radio, televisione, cinema, teatro ecc). 1 Lo scopo di questo elaborato è esaminare approfonditamente gli aspetti legislativi, sociali e giuridici del sistema cinematografico e televisivo, con riferimento al tema della censura e, quindi, ai limiti impliciti ed espliciti all’art. 21 della Costituzione, preso in esame. 1 Caretti P. Diritto dell’informazione e comunicazione, Il Mulino, Bologna, 2001.

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