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Gli effetti delle sostanze stupefacenti sui processi cognitivi: l'attuale stato della ricerca

Dopo una sintetica introduzione relativa alla storia delle droghe e della legislazione italiana in materia, si passa ad una dettagliata descrizione delle varie sostanze stupefacenti e della loro diffusione in Italia. Quindi si esamina l’attuale stato della letteratura scientifica relativa agli effetti delle varie droghe sui processi cognitivi, approfondendo in particolare le ricerche riguardanti le sostanze più usate: cannabis, cocaina ed ecstasy. Si specificano le ipotesi di ricerca, le metodologie, i risultati e le limitazioni dei vari studi. Nell’appendice conclusiva si propongono alcuni suggerimenti per l’impostazione di un disegno sperimentale finalizzato all’indagine delle conseguenze del consumo di ecstasy sulla memoria.

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5 INTRODUZIONE STORIA DELLE DROGHE Per la stesura di questo capitolo mi sono basata prevalentemente sul testo “Historia elemental de las drugas” – trad. it. “Piccola storia delle droghe” – di ANTONIO ESCOHOTADO (1996) e su informazioni ricavate dal sito internet www.fuoriluogo.it. L’utilizzo di droghe da parte dell’uomo risale a tempi molto antichi. Infatti, le principali piante psicoattive - quali il papavero, la canapa, la coca, i cactus e i funghi allucinogeni - nonché le bevande alcoliche, ottenute con il processo naturale della fermentazione, sono state utilizzate dall'uomo fin dall’epoca più remota. In questo capitolo verranno illustrati gli eventi storici più significativi relativi alla storia delle droghe, raggruppati per tipologia di sostanza. OPPIO L’oppio sembra essere la più antica e diffusa droga conosciuta dall’uomo: resti fossili di semi e di capsule di papavero da oppio risalenti al periodo Neolitico e all'Antica Età del Bronzo, e quindi a circa 4-5000 anni fa, sono stati trovati nelle caverne e nei villaggi lacustri in Svizzera, in Spagna e nelle valli del Po e del Reno. Anche nelle tavolette dei Sumeri della Mesopotamia, antiche di circa 5000 anni, si parla di una sostanza chiamata hul gil che, secondo alcuni studiosi, sarebbe l'oppio. La stessa hul gil è citata ripetutamente, con molti ulteriori dettagli riguardo al suo uso, nelle tavolette mediche ritrovate a Ninive nella biblioteca del grande re assiro Assurbanipal. A Creta è stata trovata una statuetta databile al 1300 a.C., con la testa coronata di capsule di papavero.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lara Gasparini Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6946 click dal 14/04/2005.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.