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Le vie delle merci ed i percorsi dell'arte tra l'India e il Meridione d'Italia dall'Antichità al Medioevo. Studio mirato sul gioiello.

“La contrapposizione tra Oriente ed Occidente risale all’epoca della classicità greca, quando Erodoto di Alicarnasso (V secolo a.C.), nel periodo in cui Atene raggiunge il suo più alto livello culturale, sottolinea con estrema chiarezza le diversità che l’Asia presentava allora rispetto alla Grecia, matrice indiscussa dell’intera civiltà occidentale" (Bussaglio M., a cura di, La via dell’arte tra Oriente ed Occidente, Due millenni di storia, Giunti – Art Dossier n. 8, dicembre 1986, pp. 43-44).


Tuttavia, tale contrapposizione non è così rigida ed isolante anzi tende, nel corso dei secoli, ad assottigliarsi, per divenire quasi inesistente in epoca medievale, quando l’uomo europeo guarda ad oriente per cercare un linguaggio simbolico diverso, atto ad esprimere la sua nuova concezione del mondo.

L’Asia medievale, terra di avventure e di esperienze fantastiche, di miti e riti pagani e cristiani, rappresenta la fonte della civiltà europea e l’uomo occidentale, figlio dei “secoli bui”, sembra esserne consapevole.

I caratteri distintivi del linguaggio simbolico medievale, infatti, muovono dall’apparentemente lontano ed inconciliabile immaginario asiatico, da cui l’uomo occidentale attinge continuamente, rinnovando i consunti parametri classici, inadatti ad esprimere la nuova ideologia cristiana.

È il caso, per esempio, di alcuni motivi decorativi (carattere cufico) e temi iconografici (demoni con le ali di pipistrello), di grande valenza simbolica, diffusi in Europa dalla fine del XIII secolo, presentanti evidenti analogie e richiami precisi al linguaggio figurativo esotico, che diviene il sostrato culturale dell’artista medievale.

Questi apporti asiatici giungono in Occidente attraverso le rotte commerciali, carovaniere e marittime, suggestivi scenari dell’intrecciarsi di tradizioni ed usanze di popoli lontani, il cui incontro alimenta l’immaginario medievale, che cresce proprio per effetto di questi contatti e di questi più estesi confini.

Attraverso una minuziosa analisi dei rapporti commerciali eurasiatici e delle testimonianze dirette dei viaggiatori d’Oriente - che, sin dall’età classica, hanno contribuito ad eliminare il diaframma che separava i due continenti - è stato possibile ricostruire il secolare legame tra le due entità geografiche, in particolare tra l’India e l’Italia meridionale, basato, da un lato, sulla richiesta delle preziose merci orientali (spezie, tessuti e gemme), elette nuove icone del potere patrizio, dall’altro, sull’esportazione nei mercati asiatici del corallo, la gemma purpurea del Mediterraneo, largamente utilizzata nella gioielleria orientale per le sue doti apotropaiche.

Questo contatto costante sembrerebbe aver creato un forte legame tra i due continenti, palesato proprio nella produzione orafa del Meridione italiano, in cui si ravvisano delle evidenti analogie con l’artigianato indiano, determinate, non solo, dal rapporto diretto tra le due aree eurasiatiche, ma anche, dalla comune matrice greca.

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I Introduzione La contrapposizione tra Oriente ed Occidente risale all’epoca della classicità greca, quando Erodoto di Alicarnasso (V secolo a.C.), nel periodo in cui Atene raggiunge il suo più alto livello culturale, sottolinea con estrema chiarezza le diversità che l’Asia presentava allora rispetto alla Grecia, matrice indiscussa dell’intera civiltà occidentale. Mentre politicamente e militarmente la Grecia si avvia verso la meteora di Alessandro il Macedone, Erodoto stabilisce e giudica le differenze sociali, morali e di comportamento rispetto all’Asia, dando vita ad uno schema che resta quasi immutato nel corso dei secoli, nonostante gli intrecci storici che più volte hanno messo in contatto la realtà occidentale con quella orientale. Le ragioni di questa diversità sono state ricercate in varie direzioni; in primis, l’atteggiamento religioso dei regni e degli

Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Emanuela De Luca Contatta »

Composta da 255 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3563 click dal 27/04/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.