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Tomografia geoelettrica applicata allo studio dell'inquinamento del sottosuolo

Nell'ambito delle metodologie geofisiche correntemente utilizzate per l'esplorazione del sottosuolo, un notevole contributo è dato dalle prospezioni di tipo geoelettrico. La prospezione geoelettrica consiste nella determinazione sperimentale del parametro della resistività apparente, attraverso misure congiunte di intensità di corrente elettrica inviata nel sottosuolo mediante una coppia di elettrodi infissi nel terreno, e di tensione ai capi di una seconda coppia di elettrodi, anch'essi in contatto diretto col suolo.
Il metodo geoelettrico risulta tra i più idonei per l'individuazione e la definizione di volumi contaminati eventualmente presenti in suoli e falde, in quanto le caratteristiche elettriche del sottosuolo sono fortemente influenzate dalla presenza di sostanze inquinanti, sia di natura inorganica che organica. Di conseguenza si possono ottenere informazioni di dettaglio sui percorsi d'infiltrazione degli inquinanti, spesso molto articolati, e sull'evoluzione nel tempo del processo di inquinamento, qualora l’indagine geoelettrica venga ripetuta periodicamente.
Nell’ambito di tale problematica una prospezione geoelettrica di tipo dipolare è stata effettuata in una discarica sita nella provincia di Avellino in località “Difesa Grande”, per verificare il grado d’integrità dell’opera di impermeabilizzazione delle pareti e del fondo del bacino utilizzato come collettore di rifiuti solidi urbani (RSU).
In questo lavoro di tesi, in particolare, si presenta un approccio innovativo per l’analisi dei dati ottenuti con il metodo geoelettrico, costituito dalla tomografia di probabilità della resistività. Di fatto esso rappresenta una metodologia di ricognizione capace di individuare la distribuzione più probabile di anomalie di resistività, visualizzando la geometria dei corpi sepolti all’interno del volume del sottosuolo esplorato.
In pratica, il metodo tomografico consiste nella definizione della funzione di probabilità di occorrenza dell’anomalia di resistività (RAOP), data da un integrale di crosscorrelazione tra i valori di anomalia di resistività apparente ricavati sperimentalmente, ed una opportuna funzione di prova che rappresenta una sorgente di anomalia unitaria posta nel sottosuolo.

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6 Introduzione Nell'ambito delle metodologie geofisiche correntemente utilizzate per l'esplorazione del sottosuolo, un notevole contributo è dato dalle prospezioni di tipo geoelettrico. La prospezione geoelettrica consiste nella determinazione sperimentale del parametro della resistività apparente, attraverso misure congiunte di intensità di corrente elettrica inviata nel sottosuolo mediante una coppia di elettrodi infissi nel terreno, e di tensione ai capi di una seconda coppia di elettrodi, anch'essi in contatto diretto col suolo. L'analisi del comportamento della resistività apparente, al mutare della dimensione e posizione del dispositivo elettrodico di misura, permette di evidenziare efficacemente i contrasti di resistività esistenti nel sottosuolo, nell'ambito dei volumi investigati, fornendo così informazioni sulla presenza di discontinuità strutturali (faglie, superfici di scorrimento, etc.), sulla presenza ed andamento nel sottosuolo delle falde acquifere e sull'individuazione di fenomeni di inquinamento delle falde e dei suoli. Il metodo geoelettrico risulta, infatti, tra i più idonei per l'individuazione e la definizione di volumi contaminati eventualmente presenti in suoli e falde, in quanto le caratteristiche elettriche del sottosuolo sono fortemente influenzate dalla presenza di sostanze inquinanti, sia di natura inorganica che organica. Di conseguenza si possono ottenere informazioni di dettaglio sui percorsi d'infiltrazione degli inquinanti, spesso molto articolati, e sull'evoluzione nel tempo del processo di inquinamento, qualora l’indagine geoelettrica venga ripetuta periodicamente.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Costantino Talia Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6407 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.