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Il finanziamento dell'Unicef: il ruolo del settore privato

La diminuzione della contribuzione pubblica alle attività di cooperazione allo sviluppo, realizzatasi soprattutto nel corso degli anni ’90, ha reso necessaria la ricerca di nuove fonti di finanziamento per assicurare il raggiungimento dell’obiettivo della cooperazione economica e sociale, sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Va osservato che le esigenze finanziarie di questo settore d’intervento vengono soddisfatte dalla contribuzione volontaria di provenienza per lo più pubblica le cui caratteristiche sono state analizzate nel contesto più generale del finanziamento delle organizzazioni internazionali, in particolare delle Nazioni Unite, in modo da metterne in evidenza il carattere integrativo, rispetto alla contribuzione obbligatoria, ed evidenziarne il ruolo determinante per il finanziamento delle attività di cooperazione allo sviluppo, le relative problematiche legate alla necessità di rendere stabili le risorse così reperite e le ragioni per cui gli Stati sono restii a forme diverse di contribuzione, come la ripartizione obbligatoria del carico finanziario.
Lo scopo del presente studio è quello di evidenziare il ruolo del settore privato nel finanziamento delle attività di cooperazione allo sviluppo, e in prospettiva più ampia il suo coinvolgimento diretto in questo tipo di interventi realizzati dal sistema delle Nazioni Unite. Una corretta valutazione del rapporto di collaborazione non può prescindere dalla considerazione delle differenze esistenti fra questi due soggetti, che rendono necessaria una regolamentazione uniforme dei rapporti di partnership, allo scopo di tutelarne l’immagine e la reputazione evitando rapporti con imprese non idonee. Infatti, la preoccupazione maggiore nell’evoluzione del rapporto di collaborazione fra il settore privato ed il sistema delle Nazioni Unite risiede nel rischio di indebolimento delle organizzazioni multilaterali a vantaggio di soggetti non democratici che non rispondono delle loro azioni né agli Stati né alle persone, ma che possono assicurare il trasferimento di risorse, umane e materiali, ricerca e tecnologia per il raggiungimento degli obiettivi del millennio. Al riguardo, occorre considerare che l’intervento delle imprese può avere delle forti influenze sulle scelte delle organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite dal momento che la collaborazione può assumere forme diverse che consentono la loro partecipazione alle attività delle organizzazioni a vari livelli (advocacy, fund raising, partecipazione alle attività di assistenza tecnica, partecipazione alle grandi iniziative internazionali in materia di sviluppo sostenibile, cooperazione ecc.).
L’attenzione delle organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite è particolarmente orientata verso quelle imprese che, aderendo ai principi della corporate social responsibility, hanno espresso il segnale, forse, di una nuova concezione dell’impresa che vuole essere vista come “persona socialmente affidabile” in grado di creare e partecipare ad alleanze per lo sviluppo in una prospettiva di lungo periodo all’interno delle quali lo sviluppo dell’impresa si inserisce nello sviluppo e nel miglioramento delle condizioni economiche e sociali di tutti. In questo contesto, l’esperienza dell’UNICEF è di particolare rilievo nella dimostrazione del ruolo del settore privato nelle attività del Fondo e delle problematiche ad esso connesse.

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INTRODUZIONE La diminuzione della contribuzione pubblica alle attività di cooperazione allo sviluppo, realizzatasi soprattutto nel corso degli anni ’90, ha reso necessaria la ricerca di nuove fonti di finanziamento per assicurare il raggiungimento dell’obiettivo della cooperazione economica e sociale, sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, che rappresenta un notevole impegno di carattere finanziario ed organizzativo per le Nazioni Unite, gli istituti specializzati e gli organi sussidiari che, insieme, compongo il sistema delle Nazioni Unite. Va osservato che le esigenze finanziarie di questo settore d’intervento vengono soddisfatte dalla contribuzione volontaria di provenienza per lo più pubblica, di cui si analizzeranno le caratteristiche e le ragioni per cui gli Stati sono restii a forme diverse di contribuzione, come la ripartizione obbligatoria del carico finanziario. Nel corso di questo studio è sembrato opportuno evidenziare le caratteristiche delle modalità contributive più frequenti e le problematiche relative al finanziamento delle organizzazioni internazionali, mettendo in evidenza le caratteristiche di ciascun metodo utilizzato, la corrispondente tipologia di organizzazioni internazionali, i rapporti fra gli Stati membri e fra questi e l’organizzazione di cui fanno parte. A questo proposito, una particolare attenzione è stata dedicata al finanziamento delle Nazioni Unite, alle procedure di formazione del bilancio ed alle problematiche relative alla crisi finanziaria dell’Organizzazione che ha reso indispensabile la ricerca di meccanismi di razionalizzazione delle sue attività in una prospettiva di riduzione degli sprechi e di miglioramento dell’efficienza. Al riguardo, sembra necessario rilevare che l’obiettivo della riforma delle Nazioni Unite è uno degli impegni presi dal Segretario generale Kofi Annan nel 1997 a seguito delle sollecitazioni provenienti in questo senso dagli Stati membri, soprattutto i maggiori contributori, che, è opportuno ricordarlo, sono anche responsabili delle difficoltà finanziarie dell’Organizzazione. 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniele Petricca Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2776 click dal 29/04/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.