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Il potere statutario degli enti locali alla luce delle novità introdotte dalla riforma del Titolo V della Costituzione.

La Riforma del Titolo V, parte II della Costituzione operata con la L.Cost. n. 3/2001, ha potenziato la potestà normativa dei Comuni, delle Province e delle Città Metropolitane. Tale riforma nel valorizzare il ruolo degli Statuti ha dato luogo per la prima volta al riconoscimento costituzionale della potestà statutaria. In tale contesto si inserisce la legge 5.6.2003 n. 131, conosciuta anche come legge La Loggia, varata per dare attuazione alla riforma.
Il presente lavoro intende fornire un quadro generale e il più possibile aggiornato della disciplina del sistema locale, con particolare riferimento alla potestà statutaria.
Il primo capitolo prende in considerazione le principali novità introdotte nell’ordinamento delle autonomie locali, partendo dall’analisi della nuova definizione della Repubblica quale soggetto composto da Comuni, Città Metropolitane, Province, Regioni e Stato, fino a giungere alla riorganizzazione delle funzioni amministrative e ai nuovi principi in ordine alla distribuzione delle risorse finanziarie.
Di seguito viene analizzato la materia degli Statuti degli enti locali, evidenziando il nuovo potere statutario come esplicitamente previsto in Costituzione e procedendo attraverso alcune considerazioni in ordine alla collocazione di tale strumento normativo all’interno del sistema delle fonti del diritto. Successivamente viene proposto un confronto fra il potere statutario regionale, disciplina già modificata con la legge costituzionale n. 1 del 1999, e il potere statutario degli enti locali, rapportando la diversa disciplina prevista in ordine ai contenuti, ai limiti, al procedimento di formazione e di collocazione nel sistema delle fonti.
All’elaborazione teorica, segue una breve ricostruzione dei principali risultati conseguiti in seguito ad un sondaggio, effettuato presso alcuni Comuni della Provincia di Teramo. Ciò al fine di verificare come le realtà locali hanno operato per dare concreta attuazione al nuovo potere statutario e quali sono ancora oggi le difficoltà che i comuni incontrano nell’esercitare la loro autonomia.

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3 INTRODUZIONE La Riforma del Titolo V, parte II della Costituzione operata con la L.Cost. n. 3/2001, ha potenziato la potestà normativa dei Comuni, delle Province e delle Città Metropolitane. Tale riforma nel valorizzare il ruolo degli Statuti ha dato luogo per la prima volta al riconoscimento costituzionale della potestà statutaria. In tale contesto si inserisce la legge 5.6.2003 n. 131, conosciuta anche come legge La Loggia, varata per dare attuazione alla riforma. Il presente lavoro intende fornire un quadro generale e il più possibile aggiornato della disciplina del sistema locale, con particolare riferimento alla potestà statutaria. Il primo capitolo prende in considerazione le principali novità introdotte nell’ordinamento delle autonomie locali, partendo dall’analisi della nuova definizione della Repubblica quale soggetto composto da Comuni, Città Metropolitane, Province, Regioni e Stato, fino a giungere alla riorganizzazione delle funzioni amministrative e ai nuovi principi in ordine alla distribuzione delle risorse finanziarie. Di seguito viene analizzato la materia degli Statuti degli enti locali, evidenziando il nuovo potere statutario come esplicitamente previsto in Costituzione e procedendo attraverso alcune considerazioni in ordine alla

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Federica Tulli Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.