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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

L’obiettivo di questa tesi è cogliere, in un contesto mondiale sempre più globalizzato e finanziariamente integrato, la relazione esistente tra la mobilità dei capitali a livello internazionale (con particolare attenzione alla natura dei flussi finanziari), la volatilità dei tassi di cambio (valutando in che misura rispecchi la variabilità dei fondamentali economici) e i fenomeni d’instabilità finanziaria e di contagio e le crisi valutarie con riferimento, soprattutto, a quelli verificatisi recentemente. Infine, si esamina la possibilità di difendersi da tali eventi (e, quindi, di regolamentare i flussi finanziari) considerando vari tipi di controlli di capitale e, in particolare, le capacità potenziali di una Tobin tax, e individuando le linee di riforma del sistema monetario e finanziario internazionale

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6 Introduzione Dopo il crollo, all’inizio degli anni settanta, del sistema di Bretton Woods delle parità fisse tra le principali valute e il passaggio ad un sistema di cambi flessibili, si sono registrate una maggiore variabilità dei cambi (con la possibilità per gli investitori di “scommettere” sugli incessanti movimenti delle valute), l’impressionante crescita del mercato dei cambi e una maggiore domanda di operazioni di copertura da parte dei partecipanti al mercato. In effetti, la spinta verso la liberalizzazione economica, sostenuta dal FMI, ha portato a movimenti di capitali, sia in entrata sia in uscita dai paesi, più liberi. Tutto ciò, considerando anche le dimensioni che hanno assunto i flussi finanziari, si è tradotto in una maggiore volatilità dei cambi (con gli inutili costi che comporta), aumentando la preoccupazione per l’impatto dei flussi sulle economie e sui sistemi finanziari dei paesi emergenti destinatari. In particolare, la liberalizzazione in conto capitale consente l’allocazione efficiente delle risorse finanziarie a livello internazionale, la diversificazione dei rischi di portafoglio e il livellamento intertemporale della spesa aggregata; tuttavia, nonostante questi benefici, i paesi emergenti, caratterizzati da sistemi finanziari fragili, sono diventati sempre più restii a rimuovere tutti i controlli sui flussi di capitali per il timore di aumentare il rischio di attacchi speculativi contro le proprie valute e, quindi, di crisi valutarie e finanziarie. Le crisi recenti hanno fatto sorgere la necessità di regolamentare i movimenti dei flussi di capitali e di riformare il sistema finanziario internazionale, intervenendo a livello sia dei paesi emergenti che di quelli sviluppati e scegliendo le procedure e le istituzioni che devono promuovere il cambiamento. Dunque, l’obiettivo di questa tesi è cogliere, in un contesto mondiale sempre più globalizzato e finanziariamente integrato, la relazione esistente tra la mobilità dei capitali a livello internazionale (con particolare attenzione alla natura dei flussi finanziari), la volatilità dei tassi di cambio (valutando in che misura rispecchi la variabilità dei fondamentali economici) e i fenomeni d’instabilità finanziaria e di contagio e le crisi valutarie con riferimento, soprattutto, a quelli verificatisi recentemente. Infine, si esamina la possibilità di difendersi da tali eventi (e, quindi, di regolamentare i flussi finanziari) considerando vari tipi di controlli di capitale e, in particolare, le capacità potenziali di una Tobin tax, e individuando le linee di riforma del sistema monetario e finanziario internazionale. Nel primo capitolo, dopo la descrizione della volatilità dei tassi di cambio (e del disallineamento) e dei costi che comporta (par. 1.1), la volatilità viene valutata in relazione ai diversi regimi di cambio (par. 1.2) e alla liberalizzazione finanziaria (par. 1.3). Nel par. 1.4 viene esaminato l’impatto della volatilità dei cambi sul volume del commercio internazionale, prendendo in considerazione (per quanto riguarda questa questione molto dibattuta) i diversi modelli che sono stati elaborati e i diversi studi empirici che sono stati effettuati. Si passano poi in rassegna diversi modelli di volatilità dei cambi per valutarne le capacità previsionali (par. 1.5) e si cerca di ricondurre la volatilità ad una spiegazione basata sull’attività speculativa anziché sui fondamentali analizzando alcuni modelli del mercato dei cambi (par. 1.6). Infine, si valutano un certo numero di fattori che influenzano la volatilità dei cambi (par. 1.7-1.9), con particolare riferimento alle aspettative e all’intervento delle autorità monetarie.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Angelo Gabriele Marcoccia Contatta »

Composta da 308 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3780 click dal 10/05/2005.

 

Consultata integralmente 20 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.