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Burke e il sublime nella prima metà del 'Settecento inglese

La tesi è un percorso all'interno della parabola del sublime nell' Enlightment inglese che culmina con il trattato di Burke: da categoria stilistica a categoria estetica; da qualità insita nell'oggetto (grandezza) a stato d'animo soggettivo (terrore); da emozione foriera di intensificazione vitale e elevazione morale a reazione fobica. La tesi è anche un percorso al'interno dell'estetica del 'Settecento inglese laddove vuole rimarcare il progressivo sgretolamento del classicismo e i suoi ideali di misura, proporzione e ordine ed il progressivo affermarsi di valori romantici e del gusto gotico.

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2 INTRODUZIONE L'Enquiry di E. Burke è un'opera che, collocandosi in un punto cronologicamente centrale al Settecento (1757), può essere considerata un crocevia di idee ed un osservatorio, in un certo senso, privilegiato per una panoramica sul sublime settecentesco e tutte le sue implicazioni estetiche. Il primo capitolo intende analizzare come Burke ha rielaborato gli spunti della tradizione empirista e sia giunto ad una posizione, in un certo senso isolata, sia nel panorama inglese, sia europeo. Nel primo paragrafo ho preso in esame la posizione problematica in cui Burke si viene a trovare nel dibattito sul gusto: i decenni centrali (in particolar modo gli anni ’50) del diciottesimo secolo sono un periodo alquanto delicato in cui si assiste al tramonto delle impostazioni oggettivistico-metafisiche e all'avanzata di un metodo più squisitamente empiristico e orientato all'analisi dei fatti e della natura umana. E' una transizione difficile e non priva di contraddizioni e incoerenze, del resto congenite al procedere atomistico dell'empirismo inglese. Il primo autore di rilievo che segnò la svolta soggettivistica fu D. Hume che, fondando il gusto sui sentimenti di piacere e dispiacere superava l'impostazione intellettualistica dei Francesi e di Shaftesbury e Hutcheson; il suo soggettivismo si sviluppava ne La regola del gusto quando la bellezza veniva necessariamente riferita ad una mente giudicante. Una volta però che l’esperienza estetica veniva prosciugata di valori assoluti e veniva fatta gravitare attorno al soggetto, si doveva incorrere in quel relativismo spazio- temporale che, per esplicita ammissione, Hume e gli associazionisti attribuivano al bello. Donde si spiega la persistenza, in autori già associazionisti quali Home e Gerard, di qualità estetiche indiscutibili come la bellezza assoluta e facoltà assolute, come l'internal sense, al di sopra delle inclinazioni particolari e il capriccio dei sensi. Bisognava però trovare una validità

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Orrù Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6697 click dal 16/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.