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Analisi delle distanze genetiche in orzo mediante l'uso di marcatori molecolari

La possibilità di identificare le varietà di specie agrarie è uno dei requisiti più importanti ai fini della loro utilizzazione in un contesto produttivo e commerciale. Evidentemente l'identificazione varietale deve fare riferimento a criteri e metodologie affidabili, sufficientemente oggettive e ripetibili, compatibilmente con le caratteristiche di variabilità di un organismo vegetale. Sotto il profilo normativo i caratteri presi in considerazione per l'identificazione e conseguentemente la differenziabilità delle varietà devono essere correlati alle metodologie utilizzabili per la loro rilevazione. Da decenni le normative connesse con il controllo di qualità del materiale di propagazione delle piante prendono in considerazione l'identità delle varietà allo scopo di fornire un contributo pubblico all'assicurazione della corrispondenza tra la varietà dichiarata dal produttore e l'attesa dell'utilizzatore. L'intervento pubblico va ad integrare un'esigenza già sentita e perseguita dai diversi protagonisti della filiera sementiera, dal costitutore di nuove varietà al responsabile della selezione conservatrice, dal moltiplicatore di sementi al fornitore del prodotto finale; perciò la tematica dell'identificazione varietale riceve contributi da diversi ambienti scientifici, tecnici e produttivi. A livello normativo l'identificazione varietale trova riferimento nelle disposizioni da considerare per la definizione di una normativa, che da un lato tuteli la proprietà intellettuale degli allevatori vegetali e dell'altro eviti posizioni di oligopolio da parte di poche aziende multinazionali.

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3 I. INTRODUZIONE §1. RICONOSCIMENTO VARIETALE E SUA RILEVANZA NELL'ATTIVITA' SEMENTIERA La possibilità di identificare le varietà di specie agrarie è uno dei requisiti più importanti ai fini della loro utilizzazione in un contesto produttivo e commerciale. Evidentemente l'identificazione varietale deve fare riferimento a criteri e metodologie affidabili, sufficientemente oggettive e ripetibili, compatibilmente con le caratteristiche di variabilità di un organismo vegetale. Sotto il profilo normativo i caratteri presi in considerazione per l'identificazione e conseguentemente la differenziabilità delle varietà devono essere correlati alle metodologie utilizzabili per la loro rilevazione. Da decenni le normative connesse con il controllo di qualità del materiale di propagazione delle piante prendono in considerazione l'identità delle varietà allo scopo di fornire un contributo pubblico all'assicurazione della corrispondenza tra la varietà dichiarata dal produttore e l'attesa dell'utilizzatore. L'intervento pubblico va ad integrare un'esigenza già sentita e perseguita dai diversi protagonisti della filiera sementiera, dal costitutore di nuove varietà al responsabile della selezione conservatrice, dal moltiplicatore di sementi al fornitore del prodotto finale; perciò la tematica dell'identificazione varietale riceve contributi da diversi ambienti scientifici, tecnici e produttivi. A livello normativo l'identificazione varietale trova riferimento nelle disposizioni da considerare per la definizione di una normativa, che da un lato tuteli la proprietà intellettuale degli allevatori vegetali e dell'altro eviti posizioni di oligopolio da parte di poche aziende multinazionali. Le modifiche normative ora richiamate sono importanti soprattutto in funzione della possibilità di ottenere nuove varietà transgeniche attraverso le biotecnologie (Genetically Modified Organism) nelle quali le variazioni genetiche possono essere non

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Anna Cavicchioli Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1453 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.