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Le conseguenze sul mercato del lavoro dell'allargamento ad Est dell'Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Laura Ciccone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Anna Maria Simonazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

Il 1° Maggio 2004, l’Unione Europea ha accolto dieci nuovi paesi: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Ungheria. Nel 2007 è atteso l’ingresso di Bulgaria e Romania.
L’allargamento ad Est dell’Unione Europea ha suscitato molte preoccupazioni tra i cittadini europei dell’UE-15 (paesi già membri) in relazione alle conseguenze economiche che esso potrebbe avere sulle economie nazionali dei propri paesi.
Scopo di questa tesi pertanto è comprendere quali siano le reali conseguenze sul mercato del lavoro dell’integrazione dei paesi UE-15 con i paesi dell’Est. Sono tre i canali principali attraverso i quali l’allargamento potrebbe influenzare il mercato del lavoro nell’UE: il commercio internazionale, la mobilità di capitali, l’immigrazione. Ho preso in considerazione il canale commerciale, essendo questo il canale attraverso cui l’integrazione sta procedendo più velocemente.
Dall’analisi dell’integrazione commerciale è emerso che una parte rilevante delle merci scambiate è costituita da semilavorati che vengono scambiate è costituita da semilavorati che vengono esportati temporaneamente dal territorio economico dell’UE per essere poi re-importati, dopo aver subito nei Paesi dell’Est fasi ulteriori di lavorazione. Questo è il fenomeno della delocalizzazione dei processi produttivi che ha portato molte imprese italiane del Made in Italy ( Geox, Benetton…) a spostare fasi della produzione verso i PECO (Paesi dell’Europa Centro Orientale).
Questi cambiamenti avranno sicuri effetti sul mercato del lavoro dei paesi già membri e anche su quello italiano…

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INTRODUZIONE 7 Introduzione. << Dobbiamo costruire l’Europa non solo nell’interesse dei paesi liberi, ma anche per potervi integrare i paesi dell’Europa Orientale quando essi, liberati dai loro vincoli, ci chiederanno di accoglierli nella Comunità>> disse Robert Schumann nel 1953. Questo sogno è divenuto realtà. Infatti, il 1° Maggio 2004, l’Unione Europea ha accolto dieci nuovi paesi: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Ungheria. Nel 2007 è atteso l’ingresso di Bulgaria e Romania. Con l’esclusione delle due isole del Mediterraneo, Cipro e Malta (che sono economie di mercato ben sviluppate), i nuovi entranti erano membri del blocco Sovietico. Estonia, Lettonia, Lituania erano membri dell’URSS. La Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca sono nate dalla spaccatura della Cecoslovacchia; la Slovenia era membro della Iugoslavia. Polonia e Ungheria erano due stati socialisti soggetti all’influenza dell’Unione Sovietica. Nel mio lavoro prenderò in considerazione i paesi dell’Europa Centro- Orientale (PECO), escludendo le due isole, Cipro e Malta. Questi paesi rappresentano, infatti, un gruppo omogeneo, dal momento che sono accomunati dal passaggio da un’economia pianificata ad un’economia di mercato. L’ultimo allargamento costituisce la più grande espansione nella storia dell’Unione: - si sono uniti 10 nuovi paesi agli originari 15 membri dell’UE;

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