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La regolazione delle emozioni: tra empatia ed arte

Informazioni tesi

  Autore: Laura Ramaro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Elena Calamari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 208

La regolazione delle emozioni è un processo fondamentale nella nostra vita dato che rientra nelle modalità di autoconservazione e di sopravvivenza tipiche dell'uomo. La possibilità di regolare le proprie emozioni avviene secondo differenti modalità: esistono processi di aurosal utilizzati dal sistema nervoso, processi di imitazione comportamentale ed espressiva, immedesimazione empatica utilizzata sia a livello percettivo che cognitivo. Lo sviluppo di forme di empatia percettiva avviene su differenti livelli. L'ipotesi della ricerca è che vi sia un'analogia tra la percezione di stimoli animati e inanimati nella regolazione delle emozioni.

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1 INTRODUZIONE L'applicazione della psicologia delle emozioni allo studio dell'arte consente di fare un'interessante scoperta: l'arte è connessa all'emozione non per i suoi contenuti, ma perché l'emotività accompagna tutte le attività umane connesse alla percezione ed alla sensibilità. 1 A questo proposito, rilevante è stato lo studio della Psicologia della forma che ha evidenziato come la forma, il colore e il movimento degli stimoli sensoriali, creino dei mutamenti fisiologici nell’organismo, generando uno stato di tensione emotiva che deve essere eliminato al fine di garantire la sopravvivenza dell’organismo stesso. Proprio il principio dell'ordine e degli effetti del ripristino dell’equilibrio emotivo da esso provocati, è stato ampiamente dibattuto da Wolfgang Kölher che, in La Psicologia della Gestalt (1929), sostiene infatti che l'organismo reagisce al modello ordinato degli stimoli ai quali è sottoposto, e che tale risposta è un processo unitario che non può essere definito come un mosaico di sensazioni. Lo stimolo è presentato, infatti, all'interno di un campo percettivo in cui assume una funzione particolare: ogni singolo elemento appartenente al campo ha una funzione specifica che è dettata dalla vicinanza con gli altri elementi, in virtù della posizione che assume all'interno del campo stesso. L'insieme di tali elementi è un pattern spazio-temporale e assume delle disposizioni dinamiche secondo le forze che agiscono in esso. In questo senso, la forma, il peso, il movimento degli oggetti dipendono dall’organismo che ne ha esperienza, e sono semplicemente risultati finali di complicati processi svolgentisi al suo interno. Köhler rimette, in questo modo, in discussione il concetto di percezione, affermando che essa non è da considerare, nel senso tradizionale, una registrazione passiva della realtà, ma che il soggetto tende ad organizzare e 1 R. Arnheim (1966), Verso una psicologia dell’arte, Einaudi, Torino, 1969, pp.10-11.

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