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I giovani e la politica. I/le Giovani Comunisti/e tra movimento e disobbedienza

L’obiettivo del presente lavoro è quello di studiare il consumo politico giovanile e di chiarire quali sono le modalità di interazione tra la politica e i giovani, nella misura in cui mentre alcuni giovani vivono un rifiuto delle pratiche tradizionali dell’agire politico, che nasce da una sorta di individualismo di stampo esistenziale e da una esasperazione della propria soggettività, altri si riconoscono maggiormente nella militanza politica.
Dall’analisi dei questionari, che abbiamo deciso di utilizzare come strumento di indagine e cha abbiamo somministrato a 500 componenti dell’universo giovanile, abbiamo potuto constatare che le forme della partecipazione politica sono molteplici e che l’iscrizione ai partiti e la partecipazione elettorale hanno perso il loro primato, lasciando il posto ad un tipo di partecipazione più vicina all’associazionismo. Ciò che viene meno non è tanto, dunque, l’impegno giovanile, quanto la caratterizzazione di questo impegno in senso politico.
La nostra ricerca rivela, inoltre, una situazione nella quale sul piano sociale sembra che per i giovani italiani la presenza delle donne in politica non sia più un problema, mentre sul piano fattuale continua ad esserlo.
Annotazioni più specifiche si evincono dal caso di studio analizzato, nella misura in cui proprio una organizzazione politica giovanile, i/le Giovani Comunisti/e, ci mostra una panoramica complessa e differenziata di partecipazione politica, laddove si lega in modo strettissimo a realtà diverse di associazionismo politico, come il Movimento dei movimenti e il Movimento dei disobbedienti o nel modo in cui affronta l’importante questione dell’incentivazione della politica femminile.



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7 Introduzione Il problema della condizione giovanile, seppur in un campo sempre attuale come quello della politica, può forse sembrare un tema inflazionato, dopo la grande quantità di ricerche e studi proliferati in questi anni in contesti anche molto diversi e distanti dal punto di vista degli strumenti usati e delle “letture” svolte. In realtà si tratta di un tema attuale, dal quale è possibile cogliere sfaccettature diverse, talvolta nuove. Il presente lavoro si inserisce nell’ampia serie di studi e ricerche atti ad indagare il complesso rapporto fra i giovani e la politica. In tempi di incertezza circa gli sbocchi nella vita attiva e sociale, in cui la gioventù da processo si fa condizione, ossia “situazione di attesa di un sito imprevedibile” 1 , anche una pur sommaria definizione di chi debba ricadere nella categoria “giovani” si fa problematica. Viene ad essere messa in discussione, soprattutto, qualunque ipotesi di classificazione anagrafica, pur indispensabile per la identificazione del campo di indagine. Sulla scorta delle rilevazioni Iard, che dalle prime ricerche condotte negli anni Ottanta si occupano di analizzare i consumi dei giovani, si è deciso di far rientrare nell’universo da studiare i giovani compresi tra i 17 e i 34 anni, per poter osservare in quote statisticamente significative del campione il superamento di tutte le tappe della transizione all’età adulta. Dobbiamo però sempre tener presente che nel considerare il mondo giovanile è condicio sine qua non la consapevolezza del continuo spostamento dei limiti di una categoria sempre in fieri. Si è scelto di utilizzare come strumento principale dell’indagine il questionario. 1 Cfr. A. Cavalli, Giovani nel nuovo secolo, Bologna, Il Mulino, 1996, pag. 524.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Simona Mazzone Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13446 click dal 23/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.