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I contorni della figura etnopsicoanalitica sullo sfondo clinico della psicologia culturale

Questo studio presenta una pratica clinica nata in Francia e sviluppata a Parigi negli ultimi dieci anni, precisamente presso il ''Centre Georges Devereux''; ''Centro di Sostegno Psicologico alle Famiglie Immigrate''. Questo centro fornisce assistenza, psicologica e psicoterapeutica, agli immigrati extraoccidentali, alle loro famiglie ed il loro discendenti; oltre che moduli di formazione alle professioni etnopsichiatriche, e programmi di ricerca, clinica ed empirica, sulle pratiche terapeutiche ''tradizionali'' e sulla loro valutazione.
“Etnopsichiatria” è una categoria molto vasta, dai confini ancora incerti ed in via di definizione, che nel mondo accademico-professionale delle scienze medico-psicologiche, indica una peculiare disciplina di studio e ricerca (una zona del mondo della conoscenza occidentale); la quale si manifesta in un complesso intreccio di pratiche e teorie cliniche che tengono conto, nelle ricerche etiopatogenetiche per la prassi diagnostico-terapeutica, della complessa articolazione: ''territori di vita-territori d'origine''.
Direttore del Centre Georges Devereux è lo psicoanalista, psicologo ed antropologo ebreo, nato in Egitto, Tobie Nathan; contemporaneamente professore di ''Psicologia Clinica e Psicopatologia'' presso l'Università Paris VIII. In questo contesto Nathan formalizza, teoricamente, metodologicamente e tecnicamente, una nuova disciplina, che il fondatore del ''Centre'', Georges Devereux appunto, concepì già una trentina d'anni fa, come figlia e sorella di quelle generalmente racchiudibili sotto l'etichetta etnopsichiatrica: l'''Etnopsicoanalisi''.
Oggetto di questa ricerca non è soltanto l'etnopsicoanalisi, ma anche, o forse soprattutto, la ''rete'' di conoscenze in cui è inserita, la ''matrice'' epistemologica da cui emerge ed il vasto ''campo'' di studi, da essa appunto attivato negli ambienti culturali europei ed italiani in particolare, sulle teorie e le tecniche terapeutiche di impostazione “storicistico-relazionale”.
In particolare, questa tesi parla di etnopsicoanalisi, da un punto di vista gruppoanalitico, attraverso metodi “enciclopedici” e “genetici” di osservazione e ricerca, inserendosi così all'interno del campo di ricerca dell'epistemologia della complessità. E proprio da un atteggiamento epistemologico complesso nasce infatti la necessità di collegare l'''oggetto'' dell'azione di conoscenza, in questo caso l'etnopsicoanalisi, al ''vertice'' da cui parte l'azione di conoscenza, al ''mezzo'' con cui, ed al ''contesto'' in cui, si svolge concretamente quest'azione.
Ma parlare di etnopsicoanalisi da un punto di vista gruppoanalitico, vuol anche dire parlare di gruppoanalisi; come parlare di etnopsicoanalisi inserita in un contesto epistemologico complesso, vuol dire parlare di epistemologia della complessità…

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PREFAZIONE 1. Inquadramento dei contesti I. Questo studio presenta una pratica clinica nata in Francia e sviluppata a Parigi negli ultimi dieci anni, precisamente presso il "Centre Georges Devereux"; "Centro di Sostegno Psicologico alle Famiglie Immigrate", nel quartiere dormitorio di Seine-Saint Denis. Questo centro, in un rapporto integrato con l'Università di Paris VIII, che ha sede nel medesimo quartiere, fornisce assistenza, psicologica e psicoterapeutica, agli immigrati extraoccidentali, alle loro famiglie ed il loro discendenti; oltre che moduli di formazione alle professioni etnopsichiatriche (vedi pref.1,II), e programmi di ricerca, clinica ed empirica, sulle pratiche terapeutiche "tradizionali" e sulla loro valutazione. (vedi pref.1,III) "Pratica terapeutica tradizionale", viene intesa in questo lavoro, come "legata alla cultura tradizionale di una comunità". La cultura tradizionale è la cultura che emerge, quando imperiosa, quando silenziosa, nelle comunità umane, tra le pieghe della loro organizzazione sociale contemporanea (modernizzata); quest'ultima legata, appunto, all'omogeneizzante cultura politico-ideologico, sviluppatasi in quello spazio geografico-culturale detto delle "società bianche nord-occidentali". (De Martino, 1977) La cultura tradizionale si presenta, in ogni comunità, come una peculiare ed autonoma, ma non omogenea, "concezione del mondo e della vita"; legata cioè a quelle condizioni di vita, "materiali" e "politiche", ed a quelle modalità di "abitare" (animare, costruire, rappresentare) il mondo, radicate soprattutto nei gruppi umani che risultano oggi non (più) dominanti all'interno della contemporanea "organizzazione in stati- nazione" della società planetaria. (Gramsci, 1966) Si possono, quindi, in via preliminare, descrivere le tecniche e le conoscenza dei diversi specialisti che si prendono cura, nelle varie culture, dei disturbi psichici, distinguendo (Coppo, 1996): a) <<sistemi terapeutici "formali"; quando apposite scuole insegnano un saper-fare consegnato in trattati scritti (medicina occidentale, ayurvedica, cinese, unani, ecc.).>> b) <<sistemi terapeutici "informali"; quando si tramandano all’interno di piccoli gruppi familiari, oralmente e per apprendimento diretto, saperi e tecniche.>> II. Etnopsichiatria è una categoria molto vasta, dai confini ancora incerti ed in via di definizione, che nel mondo accademico-professionale delle scienze medico-psicologiche, indica una peculiare disciplina di studio e ricerca (una zona del mondo della conoscenza occidentale); la quale si manifesta in un complesso intreccio di pratiche e teorie cliniche che tengono conto, nelle ricerche etiopatogenetiche per la prassi diagnostico-terapeutica, della complessa articolazione: "territori di vita-territori d'origine". (vedi 1.3.5,I) L'etnopsichiatria studia quindi (Inglese, 1996a): 1) <<La configurazione fenomenica degli stati di disordine emotivo, cognitivo, comportamentale e somatico nelle varie culture;>> 2) <<Le strategie culturali di individuazione, denominazione e interpretazione di tali fenomeni;>> 3) <<Le operazioni materiali, culturalmente codificate di adattamento e manipolazione di questo disordine.>> Tale categoria accademico-professionale spesso si sovrappone, oppure comprende, è intrecciata o attraversata da, diverse altre discipline; tra le quali citiamo: la Psichiatria culturale, la Psichiatria comparata, la Psichiatria territoriale comunitaria, la Psicopatologia della migrazione, la Psicologia transculturale, l'Etnopsicologia, l'Antropologia psicoanalitica, l'Antropologia medica, la Sociologia delle malattie mentali, la Sociologia della migrazione, la Cooperazione internazionale socio-sanitaria, e così via. <<La proliferazione di denominazioni differenziali non è corredata da una chiara ed esplicita illustrazione dei rispettivi oggetti, metodologie, scopi ed esiti. E' invalso piuttosto un uso vago dei diversi termini che, pertanto, sono diventati progressivamente intercambiabili o sinonimi. Essi godono di dignità e fortuna scientifica solo all'interno dei ristretti orizzonti culturali in cui sono stati inventati, dove sono eponicamente associati agli studiosi e ricercatori che hanno inquadrato e contribuito allo sviluppo di tali discipline.>> (Cardamone, Coppo, Inglese, 1997)

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Simone Bruschetta Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5361 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.