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La cooperazione tra le autorità di controllo sugli intermediari finanziari

Informazioni tesi

  Autore: Mario Cerciello
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Italo Borrello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 238

I sistemi finanziari sono da tempo interessati da un’evoluzione strutturale di ampia portata, sospinta da molteplici fattori: il processo di globalizzazione dei mercati; lo sviluppo continuativo – con effetti pervasivi – delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; la creazione di aree valutarie integrate; una concorrenza a tutto campo nelle attività di intermediazione, con un ruolo crescente dei soggetti non bancari.
La globalizzazione dei mercati finanziari, in particolare, offre straordinarie opportunità per la crescita economica sociale e culturale dei paesi. L’integrazione tra i sistemi economici, finanziari, commerciali, apre la strada alla crescita di numerose ed importanti sedi di concertazione e di governo dei fenomeni che si verificano nei mercati. Tra l’altro, questi processi non sono immuni da pericoli.
Le crisi economiche e, soprattutto, finanziarie degli ultimi anni hanno fatto prendere coscienza del fatto che esistono rischi più o meno evidenti nel processo che spinge i sistemi nazionali ad aprirsi all'esterno. La crescente competizione, la sempre maggiore velocità delle transazioni, la necessità di flessibilità nel saper cogliere le tendenze del mercato, la moltiplicazione degli attori in gioco sono tutti elementi che richiedono attenzione da parte delle autorità di vigilanza. Le strutture statali sono messe in discussione da dinamiche che non operano negli schemi tradizionali della sovranità nazionale, ma che la superano e sembra quasi che ne prescindano .
In questo contesto la vigilanza prudenziale si trova ad affrontare problemi del tutto nuovi. Intermediari bancari e finanziari sempre più ramificati tanto da perdere un centro geografico d'interessi, soggetti che diversificano la loro attività creando nuove entità multifunzionali, possibilità di arbitraggi legislativi offerti dalla crescente liberalizzazione degli scambi, prodotti innovativi sempre più sofisticati, transazioni finanziarie che si adattano velocemente alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia, sono solo esempi delle questioni aperte. Le autorità di vigilanza sono costrette da questi eventi a posizionarsi in un'ottica sempre più internazionale: diventa indispensabile trovare un equilibrio tra gli interventi sul fronte domestico e la collaborazione con le autorità straniere.
La cooperazione tra le autorità di vigilanza è la risposta più importante ai processi di integrazione che si verificano. Si tratta di un fenomeno di valenza internazionale che ridisegna le barriere regolamentari e normative esistenti tra paesi in materia finanziaria e si caratterizza come un’attività che più che avere regole predefinite che fissano in materia procedure precise, si ispira a principi generali che creano un'impalcatura logica capace di costruire, volta per volta e secondo le necessità del caso, norme ad hoc.

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1 INTRODUZIONE I sistemi finanziari sono da tempo interessati da un’evoluzione strutturale di ampia portata, sospinta da molteplici fattori: il processo di globalizzazione dei mercati; lo sviluppo continuativo – con effetti pervasivi – delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; la creazione di aree valutarie integrate; una concorrenza a tutto campo nelle attività di intermediazione, con un ruolo crescente dei soggetti non bancari. La globalizzazione dei mercati finanziari, in particolare, offre straordinarie opportunità per la crescita economica sociale e culturale dei paesi. L’integrazione tra i sistemi economici, finanziari, commerciali, apre la strada alla crescita di numerose ed importanti sedi di concertazione e di governo dei fenomeni che si verificano nei mercati. Tra l’altro, questi processi non sono immuni da pericoli. Le crisi economiche e, soprattutto, finanziarie degli ultimi anni hanno fatto prendere coscienza del fatto che esistono rischi più o meno evidenti nel processo che spinge i sistemi nazionali ad aprirsi all'esterno. La crescente competizione, la sempre maggiore velocità delle transazioni, la necessità di flessibilità nel saper cogliere le tendenze del mercato, la moltiplicazione degli attori in gioco sono tutti elementi che richiedono attenzione da parte delle autorità di vigilanza. Le strutture statali sono messe in discussione da dinamiche che non operano negli schemi tradizionali della sovranità nazionale, ma che la superano e sembra quasi che ne prescindano 1 . In questo contesto la vigilanza prudenziale si trova ad affrontare problemi del tutto nuovi. Intermediari bancari e finanziari sempre più ramificati tanto da perdere un centro geografico d'interessi, soggetti che diversificano la loro attività creando nuove entità multifunzionali, possibilità di arbitraggi legislativi offerti dalla crescente 1 Nell'introduzione al volume di Muench R., Globale Dynamik, locale Lebenswelten. Der schwierige Weg in die Weltgesellschaft, Suhrkamp Verlag, Francoforte, 1998, si dice che: “La questione più importante è oggi quella di sapere se la forza del capitalismo planetario - forza esplosiva non solo in senso ecologico ma anche sociale e culturale - possa essere nuovamente condotta sotto controllo sul piano sopranazionale e globale, ossia “al di là” degli Stati nazionali”.

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