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Ungaretti traduttore di Góngora. Nell'officina del traduttore-poeta

Analisi delle traduzioni ungarettiane da Góngora, poeta barocco spagnolo.

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3 INTRODUZIONE Un aspetto forse poco conosciuto (o comunque poco indagato) di Ungaretti uomo- letterato è quello del suo essere traduttore: pare in realtà che per il poeta dell’Allegria la traduzione fosse qualcosa di necessario, di indispensabile, quasi un “bisogno”; e non è un caso che uno dei primi autori tradotti nel 1932 sia stato proprio Luis de Góngora, lo stesso che, insieme a Mallarmé, darà il titolo all’ultima sua raccolta di traduzioni: Da Góngora e da Mallarmé, datata 1961. Ventinove anni di studi (come vedremo Ungaretti incontrerà ancora l’andaluso nel ‘36, ‘42, ‘47, ‘51), di «tormenti», di conoscenza. Nel frattempo però si dedica anche a Shakespeare e Blake, a Mallarmé e Racine, a Esenin, russo (mediato da una testo francese); prima, nel 1927, aveva tradotto se stesso durante un soggiorno parigino: una “babele” di lingue e immagini, dunque, che lo arricchirà, come vedremo, umanamente, e che continuerà a stimolarlo nel corso degli anni. In quanto alle traduzioni da Góngora, ci permettiamo di asserire che forse Giuseppe Ungaretti non conosceva benissimo la lingua spagnola, ma è probabile che, come la maggior parte degli italiani, si divertisse ad orecchiarla, quasi ad indovinarla. Dunque, perché tutti questi anni “persi” dietro Góngora, questo imbattersi volontariamente e ripetutamente in un poeta “oscuro”, barocco, difficile (per ammissione tra l’altro del più attento commentatore gongorino che è Dámaso Alonso)? La novità del Góngora era di sentire il valore ossessivo degli oggetti, era di affinare ogni accortezza d’arte affinché gli oggetti nei vocaboli ritrovassero e attestassero la verità sensuale della realtà: la novità del Góngora era dunque nel suo modo “sensuale” - eterodosso - di dichiararsi ligio al Petrarca, ligio cioè ad una realtà strettamente astratta, strettamente mentale, ad una realtà di cultura, “culterana” (G. Ungaretti, Góngora al lume d’oggi).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Monica Maria Savoca Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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