Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Sortes e oracoli nell'Italia antica

La ricerca ha come oggetto la pratica divinatoria presso le popolazioni italiche, ovvero osco-umbre, nel periodo che dalla protostoria si affaccia sulla storia e sulla loro progressiva romanizzazione. Il lavoro si divide in due parti: la prima, di tipo compilativo, presenta l'"etnologia" delle popolazioni italiche ed affronta la problematica della divinazione nel mondo antico (greco, romano, etrusco, ma anche celtico e mesopotamico); nella seconda parte, la ricerca vera e propria, vengono considerate le tre azioni fondamentali della divinazione presso le popolazioni in questione: l'osservazione, il sorteggio, la parola.

Mostra/Nascondi contenuto.
iii INTRODUZIONE 1. Le fonti Oggetto del presente lavoro è una particolare pratica culturale, la divinazione, nella forma che assunse presso le popolazioni “italiche” dell’Italia centrale; queste popolazioni si dividono essenzialmente in due gruppi etnico-linguistici, tra loro peraltro affini: i Latini e gli Osco-umbri. Tale divisione risale ai linguisti, che riconoscono grande affinità tra i dialetti “centro orientali”, osci e umbri appunto, e quelli occidentali da cui deriva il latino. Anche se è oramai sorpassata la teoria di un’origine comune, con una successiva separazione in “occidentale” ed “orientale”, rimane evidente che per la vicinanza e la stessa natura del territorio i due ceppi si trovarono sempre in stretto contatto e confronto. La presente indagine si incentra sui cosiddetti Italici orientali, od Osco-umbri, in perenne dialettica però con il mondo latino e con le altre etnie che popolarono l’Italia antica, in particolare Greci ed Etruschi. Ci muoviamo dalla protostoria alla storia, indagando quel delicato periodo di tempo che va dal IX al II secolo a.C., in piena età romana; una romanità che conserva e conserverà ancora a lungo le particolarità regionali, economiche e religiose, delle diverse popolazioni, pur avendone romanizzato e latinizzato almeno le élites. Il primo problema che si pone per questo tipo di ricerca è quello delle fonti, per la loro sporadicità e disomogeneità.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristina Ghezzi Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2661 click dal 13/07/2005.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.