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La tutela della salute dopo la riforma del Titolo V, parte II della Costituzione

Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano De Ciuceis
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato di ricerca in Diritto costituzionale
Anno: 2005
Docente/Relatore: Giuseppe de Vergottini
Istituito da: Università degli Studi di Bologna
Dipartimento: Dipartimento di scienze giuridiche
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

Come il lettore potrà notare, gran parte del presente lavoro è stata dedicata allo studio, condotto con il massimo rigore di cui chi scrive è stato capace, degli aspetti finanziari riguardanti la materia della tutela della salute.
Alla luce della presente ricerca, occorre affermare che costituirebbe un grave errore pretendere di comprendere quali siano le linee evolutive del settore sanitario in Italia, sulla sola scorta delle enunciazioni di principio, di difesa dei diritti fondamentali e dei valori assoluti, qual è, appunto, la salute. Invero, numerose scelte del legislatore nazionale e dei legislatori locali sono condizionate ora più che mai dall’approvvigionamento delle risorse, o, per maggiore precisione, dal sistema di approvvigionamento delle risorse; in quest’ottica, l’"involuzione" del c. d. “modello lombardo”, proprio quando il mutamento del quadro costituzionale avrebbe consentito alla Lombardia una più netta differenziazione del proprio servizio sanitario da quello nazionale, rappresenta un fulgido esempio, semmai ve ne fosse stato bisogno, di come gli aspetti finanziari giochino un ruolo decisivo nelle determinazioni politiche.
L’inattuazione dell’art. 119 Cost., l’ennesima proroga del termine dei lavori dell’Alta Commissione di studio sul federalismo fiscale al 30 settembre 2005, la recente scadenza dell’Accordo in materia sanitaria dell’8 agosto 2001: sono elementi che inducono al pessimismo, circa la volontà di giungere, al più presto, alla stabilizzazione di un comparto tanto delicato, come quello sanitario. È su questi punti che dovrebbe urgentemente concentrarsi l’attenzione degli studiosi del settore, più che sugli effetti che potranno determinare disegni di legge di revisione costituzionale ancora in itinere, i quali appaiono sempre più di là da venire e che non è scontato superino, sia consentito accennarlo, il vaglio di un voto popolare di conferma.
N .B.: l'aggiornamento della tesi è al 15 marzo 2005; si segnala, in particolare, che il 23 marzo 2005 è intervenuto un nuovo Accordo Stato - Regioni in materia sanitaria


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La recente riforma del Titolo V, parte II della Costituzione dischiude nuovi orizzonti in tema di decentramento dell’amministrazione della sanità. Secondo quanto sancito dal legislatore della revisione costituzionale, la sede regionale dovrà divenire l’unica competente a regolare nel dettaglio tutti gli aspetti organizzativi degli strumenti preposti ad assicurare il diritto alla salute 1 . Ciò si evince, in particolare, dal nuovo art. 117 il quale, nel suo terzo comma, sancisce come sia materia di legislazione concorrente, fra le altre, la tutela della salute ( che si sostituisce alla precedente denominazione di assistenza sanitaria e ospedaliera ), con conseguente determinazione dei principi fondamentali da parte dello Stato e disciplina di dettaglio spettante alle regioni; inoltre, in base al sesto comma della disposizione in parola, si ricava che, anche nel settore di cui ci si occupa, soltanto le regioni potranno dettare norme regolamentari. Oltre al limite dei principi fondamentali, in quest’opera, le regioni incontreranno pochi altri, ben precisi limiti 2 . Innanzitutto, quelli rappresentati dalla Costituzione, nonché dai vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, secondo quanto stabilito dal novellato art. 117, primo co. Infine, deve registrarsi come sia sopravvissuto il limite dell’interesse nazionale, nell’esigenza unificante insita nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ( fra cui primeggia, evidentemente, proprio il diritto alla salute ), che devono essere garantiti uniformemente su tutto il territorio nazionale, affidata alla potestà legislativa esclusiva dello Stato dall’art. 117, secondo co. lett. 1 Cfr. CILIONE G., Brevi note sulle prospettive della disciplina della tutela della salute dopo la legge costituzionale n. 3 del 2001, in Giust. it – Giustizia amministrativa, n. 12/2001 2 Cfr. CILIONE G., Diritto sanitario. Profili costituzionali e amministrativi. Ripartizione delle competenze. Organizzazione. Prestazioni. Presidi sanitari privati. Professioni, Rimini, 2003, pag. 93

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