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Le problematiche concernenti la concessione del credito alle PMI a seguito degli accordi di Basilea 2

Gli Accordi di “Basilea II” connotano il lavoro del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, finalizzati all’aggiornamento e all’adeguamento della normativa internazionale concernente i requisiti patrimoniali delle banche.
Con la presente normativa, che andrà a sostituire il precedente Accordo del 1988, si è voluto creare uno strumento che fosse in grado di aumentare la sensibilità al rischio e la capacità di misurarlo attraverso l’introduzione dei sistemi di rating interni. Le preoccupazioni sugli effetti che le nuove regole potranno produrre sulle piccole e medie imprese, sono molto sentite. Si teme, in particolare, che il nuovo Accordo possa penalizzare il finanziamento delle PMI inducendo le banche a ridurre il credito ad esse destinato e ad aumentare allo stesso tempo i tassi di interesse.
Basilea II è il primo accordo internazionale che introduce requisiti patrimoniali, oltre per che i rischi di credito e di mercato, anche a fronte del rischio operativo definibile come “il rischio di perdite derivanti da inadeguatezze o fallimenti dei processi interni, dovuti sia a risorse umane, sia a sistemi tecnologici, oppure derivanti da eventi esterni”. Tale definizione include il rischio legale, ma non quello strategico e di reputazione.
Le preoccupazioni sulle ripercussioni che Basilea II potrà avere, derivano dalle considerevoli cifre in gioco, dato che, il sistema bancario supporta l’intera economia italiana con impieghi per cassa che superano la cifra di 1.000 miliardi di euro e destina tale somma ad un elevato numero di clienti. A questo si aggiunge l’elevata frammentazione del sistema industriale italiano, caratterizzato per l’elevata presenza di piccole e medie imprese, le quali storicamente si caratterizzano per la preferenza all’indebitamento bancario tra le fonti di finanziamento.
Per evitare la creazione di un circolo “virtuoso”, in cui solo chi ha cospicue garanzie può vedere spianata la strada per l’accesso al credito, le imprese dovranno far emergere i loro punti di forza basando il rapporto con le banche secondo una nuova logica, attraverso il passaggio da una visione “transazionale” ad una “relazionale”.
b) Dalla processo di stima dei rating interni, caratterizzato da procedure meccaniche ritenute incapaci a cogliere le principali caratteristiche delle piccole imprese e quindi a valutarne adeguatamente il merito di credito.
Il presente lavoro tenterà di mostrare tutte le possibili implicazioni cui la nuova normativa, può andare ad incidere sul rapporto banca – impresa.
Per tale motivo nel primo capitolo, dopo aver dato alcune definizioni di PMI usate dal legislatore nazionale e comunitario, si illustrerà il ruolo del sistema bancario nel finanziamento delle imprese e l’opportunità di un rapporto, con queste ultime, basato su una logica relazionale, anziché transazionale.
Il secondo capitolo, si apre con una disamina sul ruolo dei coefficienti patrimoniali nell’evoluzione della vigilanza bancaria, in seguito si individueranno compiti e funzioni del Comitato di Basilea e saranno, infine, illustrati gli Accordi del 1988, comunemente chiamati Basilea I.
Nel terzo capitolo si descrivono in modo dettagliato i recenti accordi di Basilea II e, in particolare, le novità concernenti i sistemi di rating interni ed esterni e la definizione del rischio operativo, e delle relative tecniche individuate per stimarlo. Nella parte finale del capitolo si commentano i possibili sviluppi degli accordi sul sistema bancario e imprenditoriale.
Nel quarto capitolo, quello dedicato al caso, saranno considerati gli effetti del Nuovo Accordo di Basilea (NAB) sulla Banca Popolare di Puglia e Basilicata, e del processo che porta alla definizione dei rating, grazie all’esperienza che ho potuto maturare in filiale, con riflessioni che possono estendersi all’intero sistema bancario, e sulle possibili evoluzioni dell’attuale scenario.
Il lavoro si conclude con un allegato che ha come finalità, senza alcuna pretesa di completezza, la descrizione e la riflessione sulle fonti di finanziamento alternative al credito bancario che potrebbero, alla luce dei nuovi Accordi, trovare maggiore applicazione per contrastare almeno parzialmente la dipendenza economica, cui soffrono specialmente le PMI, dal canale bancario.

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V Introduzione Con il termine “Basilea II” viene identificato il lavoro del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, finalizzato all’aggiornamento della normativa internazionale concernente i requisiti patrimoniali delle banche. Con la presente normativa, si è voluto aumentare la sensibilità al rischio e la capacità di misurarlo attraverso l’introduzione dei sistemi di rating interni. Le preoccupazioni sugli effetti che le nuove regole potranno produrre sulle piccole e medie imprese, sono molto sentite. Si teme, in particolare, che il nuovo Accordo possa penalizzare il finanziamento delle PMI inducendo le banche a ridurre il credito ad esse destinato e ad aumentare allo stesso tempo i tassi di interesse. Le preoccupazioni derivano dalle ragguardevoli cifre in gioco, dato che, il sistema bancario supporta l’economia con impieghi per cassa che superano la cifra di 1.000 miliardi di euro e destina questa somma ad un elevato numero di clienti. A questo si aggiunge l’elevata frammentazione del sistema industriale italiano, ovvero l’elevata presenza di piccole e medie imprese. In sintesi, le principali preoccupazioni nascono: 1. dal nuovo principio in base al quale i requisiti di capitale sono determinati in modo analitico (ossia con riferimento alle singole posizioni di rischio) anziché in modo sintetico, come è avvenuto

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Adriano Delle Femine Contatta »

Composta da 220 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.