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L'Italia e la crisi di Suez

La tesi intende analizzare la condotta della politica estera dell’Italia durante la crisi di Suez (26 luglio - 5 novembre 1956). Utilizzando anche alcuni documenti inediti reperiti negli archivi statunitensi, l’autore cerca di mettere in luce l’azione della diplomazia italiana a seguito della la mossa egiziana di nazionalizzazione della compagnia del Canale di Suez, e le sue scelte rispetto all’amministrazione americana e alle cancellerie francese e britannica. Uno sguardo è rivolto anche a osservare le ricadute economiche della crisi, nonché le conseguenze all’interno dell’Alleanza Atlantica. È inoltre sempre tenuto presente il variegato panorama politico interno, sia a livello partitico, sia a livello di gruppi d’influenza (leggi ENI).
La tesi va infine a ricoprire un vuoto negli studi sulla politica estera italiana del periodo, dato che fino ad ora mancavano ricerche esaustive sull’argomento.

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INTRODUZIONE Sembra davvero che con la crisi di Suez del 1956 tutte le grandi questioni politiche, economiche, diplomatiche rilevanti in quanto caratteristiche del "secolo breve" abbiano trovato il loro simbolo e la loro manifestazione più esemplare. La vicenda originata dalla nazionalizzazione della Compagnia del canale di Suez da parte di Nasser, il 26 luglio 1956, ha portato ad un livello di tensione estremo i problemi geopolitici ed economici - ma anche, in senso più vasto, ideologici e di visioni del mondo differenti - che agitavano la comunità internazionale in quegli anni. Di più: la crisi di Suez è risultata essere il punto nodale di un'enorme quantità interessi non solo economici, il giunto cardanico attraverso il quale arrivavano al loro culmine non semplici attriti diplomatici, bensì diverse realtà anche culturali, veri e propri modelli di vita e di organizzazione sociale. Gli "-ismi" della storia sono in gran parte presenti da protagonisti a Suez: colonialismo e terzomondismo, imperialismo e nazionalismo, capitalismo e socialismo, ancorché più o meno dissimulati, hanno agito con un'intensità tale da far veramente temere sviluppi terribili; se si pensa che, nel secondo dopoguerra, i tanti momenti di tensione tra i due blocchi non hanno mai eguagliato per quantità ( e qualità ) di problemi quelli suscitati dalla crisi di Suez - acuiti certo anche dalla contemporanea rivolta ungherese -, non si può non convenire sull'eccezionale rilevanza, allora immediata e oggi storica, di quell'avvenimento. Suez rappresenta così la fine delle velleità delle potenze britannica e francese di mantenere una forte presa sulla mappa geopolitica mondiale ormai saldamente in mano alle due superpotenze: ragioni di prestigio ( il sogno del Commonwealth della Corona per gli inglesi; la necessità di limitare i danni dopo l'indipendeza di Marocco e Tunisia, nonché dopo la tragica esperienza vietnamita, per i francesi ) e istanze attuali ( più

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Matteo Romitelli Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5212 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.