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La lingua del calcio nei quotidiani sportivi: 1954 e 2004 a confronto sulle pagine de ''La Gazzetta dello Sport''

In questo lavoro intendiamo trattare la lingua del calcio e la sua evoluzione, confrontando i cambiamenti avvenuti nell’ultimo mezzo secolo sulle pagine prestigiose de "La Gazzetta dello Sport". Si tratta del quotidiano sportivo per antonomasia, che costituisce un vero e proprio punto di riferimento per i giornali del settore anche all’estero, ed è il foglio più letto in Italia.
Il calcio, oltre ad essere lo sport più popolare e seguito (e non solo nel nostro Paese), è anche lo sport il cui sottocodice si è maggiormente intrecciato con l’italiano contemporaneo, spesso influenzandolo e facendosi promotore di innovazioni che sono poi diventate di uso comune. Non bisogna dimenticare, inoltre, l’importanza sociale dei fogli sportivi, che in moltissimi casi – purtroppo – sono gli unici quotidiani ad essere letti dagli italiani. E poi ci sono la magia, il fascino e l’imprevedibilità di questa disciplina nata nell’Inghilterra di fine Ottocento, ma in realtà sempre esistita e praticata in tutto il mondo.
Il nostro obiettivo è un confronto empirico tra due edizioni de La Gazzetta dello Sport del 1954 e del 2004, analizzando gli articoli sulla squadra vincitrice dello scudetto nella giornata successiva alla conquista matematica del titolo. Con l’analisi e il confronto intendiamo validare la seguente ipotesi: il giornalismo sportivo è tra i più “scritti” (meno vicino al parlato degli altri giornalismi) e difficili. È nostra opinione, infatti, che la scrittura di calcio sia molto creativa e si contraddistingua per la sua originalità, in particolare nei titoli, spesso spiazzanti e con solo mezza verità per incuriosire il lettore. Al contrario della credenza comune, secondo noi si tratterebbe di un giornalismo sofisticato: potremo addirittura parla-re di una sorta di “splendido isolamento” del cronista sportivo.

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4 Premessa La lingua che descrive una partita deve […] sapere trasferire su un piano fantastico ed emotivo l’algebra scacchistica dei movimenti del pallone (Giacomo Devoto, 1939) In questo lavoro intendiamo trattare la lingua del calcio e la sua evoluzione, confrontando i cambiamenti avvenuti nell’ultimo mezzo secolo sulle pagine pre- stigiose de La Gazzetta dello Sport. Si tratta, come risaputo, del quotidiano sporti- vo per antonomasia, che costituisce un vero e proprio punto di riferimento per i giornali del settore anche all’estero, ed è il foglio più letto in Italia. Prima di ini- ziare ad affrontare l’argomento, sorge spontanea una domanda: perché parlare an- cora di calcio, per quanto esclusivamente dal punto di vista linguistico, in un pe- riodo in cui lo sport più amato dagli italiani forse è sin troppo invadente e presente nella vita di tutti i giorni? La risposta è semplice: il calcio, oltre ad essere lo sport più popolare e per- ciò più seguito (e non solo nel nostro Paese), è anche lo sport il cui sottocodice si è maggiormente intrecciato con l’italiano contemporaneo, spesso influenzandolo e facendosi promotore di innovazioni che sono poi diventate di uso comune. In- somma, si tratta di una lingua interessante e per nulla scontata, come si crede co- munemente. Non bisogna dimenticare, inoltre, l’importanza sociale dei fogli spor- tivi, che in moltissimi casi – purtroppo – sono gli unici quotidiani ad essere letti dagli italiani. E poi ci sono la magia, il fascino e l’imprevedibilità di questa disciplina nata nell’Inghilterra di fine Ottocento, ma in realtà sempre esistita e praticata in tutto il mondo. Sarà anche uno stereotipo, ma nessuno può negare che, molto più che ne- gli altri sport con la palla, nel calcio “il pallone è rotondo”: vale a dire che in un campo di gioco può succedere di tutto, persino che la squadra favorita perda net- tamente contro l’ultima in classifica.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Massimiliano Goattin Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6969 click dal 30/06/2005.

 

Consultata integralmente 33 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.