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Modelli connessionistici della concettualizzazione

Informazioni tesi

  Autore: Enrica Vizzinisi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Alessandro Londei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 123

Gli studi sui processi cognitivi portati avanti negli ultimi decenni, hanno condotto all’elaborazione di alcuni modelli della mente, le reti neurali e le memorie associative, in cui la triade fondamentale di funzioni superiori del cervello (categorizzazione, memoria, apprendimento) trova una prima realizzazione a livello “embrionale”. A partire dal concetto di symbol grounding problem , uno dei principali problemi incontrati dalla metodologia simulativa in psicologia, alcuni ricercatori hanno sviluppato diversi modelli di reti neurali per la categorizzazione percettiva. Nell’ambito di questi nuovi modelli, la formazione di concetti viene a delinearsi come un fenomeno emergente in cui la semantica degli elementi è assegnata in seguito all’interazione fra un agente e il suo ambiente (semantica situazionale). Ciò permetterebbe di giustificare e modellizzare la flessibilità che si fa nell’uso dei concetti, flessibilità derivata dall’influenza del contesto sulla loro semantica.
Nella tesi vengono quindi descritti alcuni modelli modulari e i limiti apparenti che questi modelli presentano.

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4 I IL PROBLEMA DELLA CONCEPT FORMATION DAI MODELLI COMPOSIZIONALI AI MODELLI CONNESSIONISTI DELLA CONCETTUALIZZAZIONE I.1 INTRODUZIONE Uno dei temi principali intorno al quale da tempo ruota l’attenzione di filosofi, linguisti e psicologi cognitivi è la capacità umana di “categorizzare”. Come è agevole constatare, la facoltà di pensiero può, in effetti, considerarsi fondata sulla possibilità di una organizzazione categoriale della realtà. “Without concepts, mental life would be chaotic” (Smith & Medin 1981, p.1): l’idea centrale espressa da questa frase, frequentemente citata, è che i concetti sono talmente importanti per le funzioni cognitive che un pensiero senza concetti risulta difficilmente concepibile. Il mondo di cui abbiamo esperienza è costituito da una vasta quantità di oggetti ed eventi che, se dovessimo individuarli tutti e nominarli singolarmente saremmo soprafatti dalla complessità dell’ambiente e della particolarità. La creazione di classi di oggetti o eventi simili consentono, quindi, di gestire la complessità dell’esperienza fenomenologica, rendendo tutti gli organismi viventi (seppure in misura diversa e secondo modalità diverse) capaci di produrre risposte simili a classi di stimoli analoghi. Questa capacità di I IL PROBLEMA DELLA CONCEPT FORMATION: DAI MODELLI COMPOSIZIONALI AI MODELLI CONNESSIONISTI DELLA CONCETTUALIZZAZIONE

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Parole chiave

agenti situati
categorizzazione
cognizione
concept formation
connessionismo
linguaggi formali
reti neurali
semantica cognitiva
sistemi dinamici
teoria della complessità

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