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Max Stirner. La genesi dell'individualismo egoista

Johann Kaspar Schmidt (Bayreuth 1806-Berlino 1856), universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Max Stirner, a causa della fronte esageratamente ampia, è il filosofo di un solo, ma celeberrimo, libro: L’Unico e la sua proprietà. Tra i più abili investigatori dell’animo umano, pensatore sottile e profondo, fu tuttavia avvolto da una bruma interpretativa che ne offuscò, per più di un secolo, la fortuna letteraria.
Da sempre il personaggio, scomodo ed estremo, è stato confinato ai margini della storia della filosofia e annoverato fra le frequentazioni disdicevoli.
Il suo pensiero è, da sempre, stato oggetto di diversissime interpretazioni che sovente si attestano su posizioni polari. Inficiate da pregiudizi, superficialità ed ignoranza queste interpretazioni hanno condotto la visione stirneriana della realtà ora ad issarsi sull’asta dell’ideologia piccolo borghese, ora ad archetipo divinatorio delle teorie nietzschiane, fino a degradare nel dirupo di prologo fascista .
D’altro canto, la speculazione teoretica del filosofo di Bayreuth partorisce una visione del mondo etico-sociale originalissima, ma ricca di pendii scoscesi che potrebbero portare il lettore poco attento a rovinosi fraintendimenti. La sua opera maxima, L’Unico e la sua proprietà, viene progettata ed edificata secondo lo schema strutturale dell’architettura classica: una pars destruens che sbanca, con i pesanti mezzi della critica, l’idea di un principio superiore ad ogni individuo, ma soprattutto esterno al singolo, in cui collocare le fondamenta dei valori umani; segue una pars costruens in cui l’edificio teoretico prende forma tramite l’elaborazione di una teoria di una vita libera e libertaria .

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1 INTRODUZIONE Johann Kaspar Schmidt (Bayreuth 1806-Berlino 1856), universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Max Stirner, a causa della fronte esageratamente ampia, è il filosofo di un solo, ma celeberrimo, libro: L’Unico e la sua proprietà. Tra i più abili investigatori dell’animo umano, pensatore sottile e profondo, fu tuttavia avvolto da una bruma interpretativa che ne offuscò, per più di un secolo, la fortuna letteraria. Da sempre il personaggio, scomodo ed estremo, è stato confinato ai margini della storia della filosofia e annoverato fra le frequentazioni disdicevoli. Il suo pensiero è, da sempre, stato oggetto di diversissime interpretazioni che sovente si attestano su posizioni polari. Inficiate da pregiudizi, superficialità ed ignoranza queste interpretazioni hanno condotto la visione stirneriana della realtà ora ad issarsi sull’asta dell’ideologia piccolo borghese, ora ad archetipo divinatorio delle teorie nietzschiane, fino a degradare nel dirupo di prologo fascista 1 . D’altro canto, la speculazione teoretica del filosofo di Bayreuth partorisce una visione del mondo etico-sociale originalissima, ma ricca di pendii scoscesi che potrebbero portare il lettore poco attento a rovinosi fraintendimenti. La sua opera maxima, L’Unico e la sua proprietà, viene progettata ed edificata secondo lo schema strutturale dell’architettura classica: una pars destruens che sbanca, con i pesanti mezzi della critica, l’idea di un principio superiore ad ogni individuo, ma soprattutto esterno al singolo, in cui collocare le fondamenta dei valori umani; segue una pars costruens in cui l’edificio teoretico prende forma tramite l’elaborazione di una teoria di una vita libera e libertaria 2 . Quest’ultima parte è la più difficile, quella che nasconde le maggiori insidie, in cui il rischio di smarrire la strada maestra è maggiormente presente. Chi non trova il trait d’union rappresentato dagli elementi libertari presenti nell’opera è già tanto se non pensa all’anarchico Stirner come a un uomo preda della follia, ma chi vuole smarrire la 1 A. LAGANÀ, Tra Filosofia e Politica. Studi e Ricerche, Edizioni «Archivio Famiglia Berneri», Iglesias 1977, p. 139 2 Cfr: A. LAGANÀ, Tra Filosofia e Politica. Studi e Ricerche, Edizioni «Archivio Famiglia Berneri», Iglesias 1977, p.139

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Francesco Caruso Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.