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La disciplina dei corsi d'acqua e il c.d. diritto all’acqua nell’ordinamento internazionale

Ci sono beni che sono fondamentali e l’accesso ai quali configura un diritto primario dell’uomo. Uno di questi è l’acqua. Si tratta, nella fattispecie, di un diritto che è presupposto del diritto alla vita eppure non è ancora giuridicamente tutelato. Secondo il World Water Development Report (WWDR) , circa 1,1 miliardi di persone (il 18 per cento della popolazione mondiale) non hanno accesso all’acqua potabile, mentre più di 2,4 miliardi non dispongono di impianti fognari adeguati. Nei Paesi in via di sviluppo, inoltre, più di 2,2 milioni di persone, in maggioranza bambini, muoiono ogni anno per malattie la cui insorgenza è associabile alla mancanza di acqua potabile, a impianti fognari inadeguati e a un’igiene scadente.
Nonostante il 70 per cento della superficie terrestre sia coperta dalle acque, l’acqua dolce costituisce solamente il 2,5 per cento del totale, mentre il rimanente 97,5 per cento è composto da acqua salata. Più o meno il 70 per cento delle riserve di acqua dolce si trova nelle calotte glaciali, e gran parte del resto è presente sotto forma di umidità del terreno, oppure in falde freatiche difficilmente accessibili. Può così essere utilizzato dall’uomo meno del 1 per cento delle risorse mondiali di acqua dolce .
Se si considera anche la loro distribuzione, le zone aride e semi aride del pianeta, che costituiscono il 40 per cento della massa terrestre, ricevono solamente il due per cento delle precipitazioni globali.
Nel rapporto del Segretario delle Nazioni Unite , predisposto in vista del Vertice Mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002, si legge quanto segue:
“Si stima che, nel corso dei prossimi vent’anni, il consumo d’acqua per gli esseri umani aumenterà del 40% e che sarà necessario il 17% d’acqua in più per la produzione alimentare delle popolazioni sempre più numerose nei paesi in via di sviluppo. Un terzo dei paesi situati nelle regioni più aride dovrebbe conoscere gravi penurie idriche nel corso di questo secolo. Nel 2025, i paesi con scarsità d’acqua avranno circa 6.5 volte più abitanti che nel 2000, cioè 3.5 miliardi di abitanti in più. L’aumento dell’inquinamento e l’esaurimento delle risorse idriche di superficie e sotterranee aggravano ancor più la situazione. Si ritiene che più della metà dei grandi corsi d’acqua nel mondo siano gravemente inquinati e impoveriti. E’ altresì necessario distribuire adeguatamente le risorse idriche per sostenere le funzioni ed i sistemi ecologici.”.
A fronte di questo scenario drammatico, nel corso degli ultimi decenni, i governi e gli esperti a livello internazionale hanno riservato un’attenzione sempre maggiore alle risorse idriche.

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INTRODUZIONE Ci sono beni che sono fondamentali e l’accesso ai quali configura un diritto primario dell’uomo. Uno di questi è l’acqua. Si tratta, nella fattispecie, di un diritto che è presupposto del diritto alla vita eppure non è ancora giuridicamente tutelato. Secondo il World Water Development Report (WWDR) 1 , circa 1,1 miliardi di persone (il 18 per cento della popolazione mondiale) non hanno accesso all’acqua potabile, mentre più di 2,4 miliardi non dispongono di impianti fognari adeguati. Nei Paesi in via di sviluppo, inoltre, più di 2,2 milioni di persone, in maggioranza bambini, muoiono ogni anno per malattie la cui insorgenza è associabile alla mancanza di acqua potabile, a impianti fognari inadeguati e a un’igiene scadente. Nonostante il 70 per cento della superficie terrestre sia coperta dalle acque, l’acqua dolce costituisce solamente il 2,5 per cento del totale, mentre il rimanente 97,5 per cento è composto da acqua salata. 1 The World Water Development Report, Water for People, Water for Life, march 2003.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Chiara Donà Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3266 click dal 13/07/2005.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.