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Knowledge management ''Dall'economia industriale all'economia della conoscenza''

Informazioni tesi

  Autore: Angelo Carpentieri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Massimo Paoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

DALL'ECONOMIA INDUSTRIALE ALL'ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Questo lavoro si propone di illustrare e spiegare le caratteristiche e le tematiche di una vera e propria rivoluzione nel modo di pensare e concepire un’organizzazione. Il termine “knowledge management” è ormai comune nel mondo degli affari, e diverse sono le sue definizioni. Esistono due categorie principali: le definizioni che danno una visione top-down del Knowledge management, e quelle che ne danno una visione bottom-up.
La visione top-down si concentra sul recupero, l’archiviazione e la classificazione dell’informazione appartenente all’organizzazione, allo scopo di renderla disponibile alle proprie persone. Questo approccio riguarda principalmente la condivisione e la raccolta di conoscenza esplicita, e tutto ciò avviene tramite l’utilizzo di sofisticati sistemi di information technology. La visione bottom-up si focalizza sulla creazione della conoscenza, servendosi della conoscenza dei propri lavoratori che sono costantemente a contatto con i clienti. L’obiettivo è di creare un ambiente adatto a promuovere l’innovazione.

DALL'ERA INDUSTRIALE ALL'ERA POST-INDUSTRIALE

“La conoscenza nella nuova economia è la risorsa primaria. Terra, lavoro, e capitale i fattori tradizionali della produzione non sono scomparsi ma sono diventati secondari1”. Attualmente sempre più spesso sentiamo o vediamo molte imprese definirsi come “Knowledge Based”, in alcuni casi tale dicitura viene assunta solo perchè oramai è alla moda, ma in molti hanno tralasciato il punto fondamentale, che è il seguente: “Come gli individui e le organizzazioni arrivano alla conoscenza?”. La questione della “natura della conoscenza2” è stata indagata sin dagli albori della storia del pensiero filosofico e, nonostante le differenze sostanziali tra razionalismo ed empirismo, i pensatori occidentali si sono ritrovati concordi nel definire la conoscenza come “Una credenza dimostratasi vera3”. Questo assunto costituisce un punto di partenza, perché da qui deriva che la nostra credenza nella verità di qualcosa non costituisce di per se una verità, in quanto è possibile che il nostro pensiero sia errato. La storia del pensiero occidentale è profondamente segnata da questo scetticismo. La filosofia occidentale è segnata dalla presenza di due grandi tradizioni epistemologiche: il razionalismo e l’empirismo. Il razionalismo sostiene che la conoscenza vera non è il frutto dell’esperienza sensibile ma di un qualche processo ideativo all’interno della mente. La verità assoluta può essere dedotta attraverso il ragionamento logico a partire da assiomi, un esempio di ciò che stiamo spiegando è rappresentato dalla matematica. L’empirismo d’altra parte nega nella maniera più assoluta ogni conoscenza a priori e ritiene che l’esperienza sensibile sia l’unica fonte di conoscenza, un esempio classico di questa visione della conoscenza è la scienza sperimentale………….

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DALL’ECONOMIA INDUSTRIALE ALL’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA Questo lavoro si propone di illustrare e spiegare le caratteristiche e le tematiche di una vera e propria rivoluzione nel modo di pensare e concepire un’organizzazione. Il termine “knowledge management” è ormai comune nel mondo degli affari, e diverse sono le sue definizioni. Esistono due categorie principali: le definizioni che danno una visione top-down del Knowledge management, e quelle che ne danno una visione bottom-up. La visione top-down si concentra sul recupero, l’archiviazione e la classificazione dell’informazione appartenente all’organizzazione, allo scopo di renderla disponibile alle proprie persone. Questo approccio riguarda principalmente la condivisione e la raccolta di conoscenza esplicita, e tutto ciò avviene tramite l’utilizzo di sofisticati sistemi di information technology. La visione bottom-up si focalizza sulla creazione della conoscenza, servendosi della conoscenza dei propri lavoratori che sono costantemente a contatto con i clienti. L’obiettivo è di creare un ambiente adatto a promuovere l’innovazione. DALL’ERA INDUSTRIALE ALL’ERA POST- INDUSTRIALE “La conoscenza nella nuova economia è la risorsa primaria. Terra, lavoro, e capitale i fattori tradizionali della produzione non sono scomparsi ma sono diventati secondari 1 ”. Attualmente sempre più spesso sentiamo o vediamo molte imprese definirsi come “Knowledge Based”, in alcuni casi 1 Drucker P. , “The new society of organizations”, Harward business review, Sept- Oct 1992: 95

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Parole chiave

economia della conoscenza
knowledge worker
la conoscenza
nuova frontiera delle imprese
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