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La liberalizzazione del mercato del gas: verso la creazione di una borsa

L'obiettivo che mi sono posto nella realizzazione di questa tesi è stato quello di discutere quale struttura il mercato liberalizzato del gas potrebbe assumere in un prossimo futuro, tenendo conto:
- delle criticità ancora in essere all'interno del mercato nazionale del gas naturale, attraverso lo studio del processo storico-evolutivo dell'industria del gas italiana e della sua disciplina.
- delle riforme introdotte a livello comunitario ad opera della Commissione europea nel corso degli anni; finalizzate al perseguimento di una effettiva libertà d'entrata all'interno delle industrie del gas dei Paesi membri, alla scomposizione delle strutture societarie verticalmente integrate, ed alla definizione di un corpus normativo armonico in grado di essere agevolmente recepito all'interno dei diversi ordinamenti.
- delle similitudini e delle differenze rispetto alle esperienze di liberalizzazione da Inghilterra, Stati Uniti ed Olanda.

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1 La liberalizzazione del mercato del gas: verso la creazione di una borsa. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di discutere quale struttura il mercato nazionale liberalizzato del gas potrebbe assumere tenendo conto delle criticità ancora in essere, delle riforme introdotte a livello comunitario nel corso degli ultimi anni, e delle similitudini e differenze rispetto ad altri tre Paesi che hanno già portato ad uno stadio avanzato la transizione verso una forma di mercato concorrenziale: gli Stati Uniti, l’Inghilterra e l’Olanda. Il processo di liberalizzazione dell’industria del gas naturale, avviato dalla Commissione europea a partire dagli anni Novanta, ha avuto quali obiettivi prioritari l’introduzione di un regime di libertà d’accesso al settore, la separazione delle strutture societarie verticalmente integrate, e la creazione di una regolamentazione armonica in tutti i Paesi membri dell’Unione. L’industria del gas europea si è da sempre caratterizzata per la presenza di monopoli nazionali costituiti in genere sotto forma di società per azioni, spesso a partecipazione statale, titolari della maggior parte dei contratti d’importazione, dei diritti di transito sulle principali reti estere, delle infrastrutture di trasporto nazionali, nonché delle infrastrutture di stoccaggio e di rigassificazione. La Commissione ha favorito l’abbattimento di queste barriere all’entrata inizialmente attraverso la predisposizione di possibilità di entrata nel settore sulla base di autorizzazioni o gare d’appalto, e successivamente attraverso regimi d’accesso alle reti, regolati o negoziati. Tuttavia, l’incapacità dimostrata dalle grandi compagnie verticalmente integrate di garantire un livello di trasparenza adeguato in merito ai meccanismi di assegnazione delle capacità e dei diritti di transito sulle grandi reti d’interconnessione, nonché riguardo alle tariffe applicate ed alle modalità di loro determinazione, ha portato la Commissione europea ad imporre alle compagnie un regime di separazione tra le attività di produzione, trasporto/distribuzione e vendita. Questa separazione, inizialmente di tipo solo contabile, è stata successivamente sostituita da una di tipo societario, maggiormente efficace nel garantire un adeguato grado di trasparenza nelle attività poste in essere dalle compagnie.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative

Autore: Mattia Picco Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3245 click dal 15/07/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.