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L'apprendimento organizzativo: teorie, metodologie e stato dell'arte nelle strutture formative dell'Emilia-Romagna

Questa tesi tratta di apprendimento organizzativo e del contributo che la formazione e dunque l'esperto dei processi formativi, possono offrire alla sua diffusione; essa nasce dal mio interesse per l'area di esperienza rappresentata dall' apprendimento umano, soprattutto in età adulta, e dalla suggestione che esercitano sulla mia fantasia quegli agglomerati umani che definiamo organizzazioni.

Data la sua problematicità ed in mancanza di accordo tra gli studiosi su come lo si debba intendere, ancora non sappiamo come classificare l'apprendimento organizzativo.
Sono le organizzazioni che apprendono, esse pensano e dunque possono apprendere anche se non indipendentemente dagli individui che ne fanno parte, come sostiene Mary Douglas (Douglas, 1986), o sono invece gli individui che quivi apprendono individualmente e per il proprio vantaggio? Quali processi e quali risultati vengono identificati come apprendimento organizzativo e come valutarli? Si tratta di processi intenzionali e dunque consapevoli? Ovvero: si apprende spontaneamente? Le competenze che vengono generate dall'apprendimento di nuovi contenuti o dalla riorganizzazione di vecchi, possono essere trasmesse o rimangono tacite quasi a costituire un patrimonio intangibile del quale l'organizzazione è ricca, magari a sua insaputa, o ... entrambe le possibilità ?
Già da queste prime battute osserviamo che gli studi e le ricerche sull'apprendimento organizzativo hanno generato e generano tuttora, più domande che risposte stimolando nuovi dubbi anziché consolidare vecchie certezze. E non potrebbe essere altrimenti essendo la capacità di generare riflessività, ed autoriflessività, una delle caratteristiche chiave di questo fenomeno organizzativo.
la ricerca sul campo sull’apprendimento organizzativo nelle strutture formative dell’Emilia-Romagna che sarà presentata nel capitolo 3; trattandosi di uno studio descrittivo essa non muoverà da una ipotesi specifica da verificare; i dati raccolti saranno lo spunto per una riflessione che mi auguro possa convergere in quella più ampia in corso avviata da tempo da strutture formative interne ed esterne alle organizzazioni produttive.

Campione della ricerca saranno dunque alcune strutture formative che operano sul territorio della Regione Emilia-Romagna; ai responsabili, o a chi da loro sarà delegato, sarà somministrato un questionario i cui obiettivi principali sono: conoscere come viene “pensata” l'organizzazione che apprende; come si acquisiscono, interpretano, trasmettono e immagazzinano le informazioni e le conoscenze; che valore viene attribuito all'apprendimento dall'esperienza e da ultimo attraverso quali metodologie formative queste stesse modalità di apprendimento possano essere trasferite alle organizzazioni clienti.
Questa tesi è articolata in quattro capitoli:
il primo affronta il concetto di apprendimento organizzativo a partire dai cenni storici che lo contestualizzano, fino all'analisi dei suoi limiti; il secondo descrive alcuni approcci metodologici trasferiti nella pratica dalle riflessioni e dalle esperienze degli autori; il terzo introduce la ricerca sul campo realizzata per rilevare lo stato dell’arte dell’apprendimento organizzativo nelle strutture formative dell’Emilia-Romagna e la trasferibilità dei modelli formativi ad esso ispirato, mentre il quarto ne presenta i risultati.

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5 Introduzione Questa tesi tratta di apprendimento organizzativo e del contributo che la formazione e dunque l'esperto dei processi formativi, possono offrire alla sua diffusione; essa nasce dal mio interesse per l'area di esperienza rappresentata dall' apprendimento umano, soprattutto in età adulta, e dalla suggestione che esercitano sulla mia fantasia quegli agglomerati umani che definiamo organizzazioni. Data la sua problematicità ed in mancanza di accordo tra gli studiosi su come lo si debba intendere, ancora non sappiamo come classificare l'apprendimento organizzativo. Sono le organizzazioni che apprendono, esse pensano e dunque possono apprendere anche se non indipendentemente dagli individui che ne fanno parte, come sostiene Mary Douglas (Douglas, 1986), o sono invece gli individui che quivi apprendono individualmente e per il proprio vantaggio? Quali processi e quali risultati vengono identificati come apprendimento organizzativo e come valutarli? Si tratta di processi intenzionali e dunque consapevoli? Ovvero: si apprende spontaneamente? Le competenze che vengono generate dall'apprendimento di nuovi contenuti o dalla riorganizzazione di vecchi, possono essere trasmesse o rimangono tacite quasi a costituire un patrimonio intangibile del quale l'organizzazione è ricca, magari a sua insaputa, o ... entrambe le possibilità ? Già da queste prime battute osserviamo che gli studi e le ricerche sull'apprendimento organizzativo hanno generato e generano tuttora, più domande che risposte stimolando nuovi dubbi anziché consolidare vecchie certezze.

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Rambaldi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Enzo Morgagni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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Parole chiave

apprendimento organizzativo
emilia-romagna
formazione
metodologie formative
organizzativo
strutture formative

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