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Lavoro e malessere psicologico. Stress e Mobbing

Tra il fenomeno del Mobbing e lo Stress intercorre un rapporto di causa-effetto: il Mobbing provoca lo Stress, che una volta sviluppatosi amplifica ed incide sul Mobbing, orientando il fenomeno verso una condizione sempre più negativa. In questa affermazione si ritiene che una persona possa vivere esperienze di Stress sul lavoro, causate dagli impegni quotidiani che portano i lavoratori a rispettare le scadenze, a soddisfare i superiori che spesso sovraccaricano i subordinati, ad affrontare conflitti quotidiani che possono bloccare momentaneamente il proprio lavoro, a vivere delle soddisfazioni personali che rendono più piacevole lo svolgimento della propria attività.
Quando però si verifica un caso di Mobbing, il lavoro diventa il luogo e lo strumento per colpire le vittime. Sul lavoro avvengono la maggior parte delle persecuzioni, che si realizzano attraverso sabotaggi e boicottaggi sulle prestazioni del mobbizzato.
Una delle principali caratteristiche del Mobbing è quella di avere una lunga durata nel tempo, se consideriamo che la vittima non è consapevole di essere tale, allora possiamo ritenere che questa vivrà uno Stress molto forte per le continue persecuzioni che dovrà subire. Il Mobbing è quindi la causa prima dello Stress, il quale, provocando gravi somatizzazioni visibili sempre dalla vittima, produce di conseguenza un secondo stadio dove la condizione di Stress orienta lo sviluppo del Mobbing. Quando la vittima prende coscienza del peggioramento del proprio stato di salute, comincia a considerare se stessa in modo molto diverso rispetto all’ambiente in cui opera.
Questa condizione di malessere modificherà anche molte relazioni esterne al lavoro, provocando un ulteriore aggravamento della condizione della vittima. Lo Stress ha quindi la proprietà di peggiorare le condizioni della vittima, ma quest’ultima non è consapevole che i propri problemi stanno nascendo dal Mobbing.

Le persone stressate diventano mobber molto più facilmente che in altri casi. Quando si trovano in situazioni considerate estreme per la loro sopravvivenza esistenziale possono facilmente accedere a comportamenti radicalmente persecutori. Lo Stress di questi soggetti nasce dalla percezione a lungo termine di essere incapaci di affrontare la difficoltà che incombe innanzi a loro. L’amara prospettiva di subire un taglio ai finanziamenti di una ricerca che si sta conducendo, l’eventualità di essere licenziati o di essere trasferiti, pone il soggetto in una condizione di Stress che potrebbe disorientarlo. Si verificano di frequente dei comportamenti persecutori, dove anche il mobber subisce i danni della persecuzione. Oppure si cerca di svilire l’immagine dell’altro per influenzare negativamente il giudizio della Direzione aziendale verso la vittima.

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5 INTRODUZIONE Il lavoro è uno degli elementi centrali della vita dell’uomo non solo perchè occupa in termini di tempo una parte consistente della sua esistenza ma anche per l’importanza che assume a livello personale e sociale. Il piacere del lavoro, ed il senso di realizzazione, possono derivare dallo svolgere una determinata mansione tecnica che permetta di fare nuove esperienze e di imparare ad utilizzare la propria abilità lavorativa e quindi di migliorare la stima di sé. Altrettanto importante è anche l’area dell’autonomia e della responsabilità, in quanto il soggetto considera particolarmente importante la possibilità di avere, compatibilmente al suo ruolo, la possibilità di scegliere, decidere, incidere sul suo lavoro. Il lavoro è poi un qualcosa che coinvolge lo status sociale, per cui rappresenta un’attività che può portare ad un prestigio personale: nell’uomo esiste il desiderio di raggiungere un certo tipo di status sociale sia dal punto di vista monetario che da quello più strettamente sociale. Lo status può essere un obiettivo strettamente individuale, quanto un mezzo per comparare se stessi ad amici, conoscenti, familiari, colleghi. Lo scopo del denaro, in questo contesto, rappresenta una meta significativa che permette il raggiungimento dello status desiderato. Sempre dal punto di vista espressivo il lavoro rappresenta anche un’attività moralmente corretta: il lavoro è sentito come un qualcosa che ricopre una funzione prescritta nella società e quindi considerata giusta e corretta. Una risorsa è scarsa quando non è sostituibile con nulla, il lavoro si sostituisce con altro lavoro. Tale particolarità lo rende estremamente necessario per una persona, portandolo spesso al di sopra degli effetti e delle amicizie. L’importanza attribuita allo svolgimento di un’attività ha favorito e favorisce l’esistenza del mito del posto di lavoro: il fatto stesso di trovare un’occupazione sembra il raggiungimento di una meta tra le più ambite possibili. Non lavorare significa non contribuire allo sviluppo della propria società e quindi, indirettamente, della propria vita. Inoltre, il lavoro è percepito come un fornitore di soddisfazione relativo alle esperienze interpersonali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Giovanni Rubino Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13747 click dal 02/08/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.