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La tutela penale della privacy

Approfondita analisi del percorso legislativo della tutela della privacy in Italia, con particolare riguardo per la sua tutela penale, analisi specifica delle fattispecie attualmente vigenti, e approfondimento sugli adempimenti dovuti dagli studi legali e dai professionisti in genere, con appendice contenente esempi di informative e richieste di consenso al trattamento

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1 INTRODUZIONE <<Ricordate, qualcuno vi tiene sempre sott'occhio. Usate i contanti quando vi è possibile. Non comunicate il numero di telefono, il numero della previdenza sociale o l'indirizzo se non quando assolutamente necessario. Non compilate questionari e non rispondete a chi vuole vendervi prodotti per telefono. Esigete dalle imprese di credito e dalle società di commercializzazione dati di conoscere tutte le informazioni di cui dispongono nei vostri riguardi, di far correggere eventuali errori e di togliere il vostro nominativo da elenchi di destinatari dei prodotti offerti. Controllate spesso la vostra cartella sanitaria. Se sospettate che un ente governativo abbia un fascicolo contenente dati che vi riguardano, chiedete di visionarlo. Bloccate la funzione di identificazione delle chiamate sul vostro telefono, e non fate inserire in elenco il vostro numero. Non usate mai i varchi elettronici per il pagamento di pedaggi stradali. Non lasciate mai acceso il cellulare - i vostri movimenti possono essere ricostruiti. Non utilizzate carte di credito o di debito per fare acquisti presso supermercati. Se dovete servirvi di Internet, cifrate la posta elettronica, rifiutate tutti i "cookies" e non indicate mai il vostro vero nome nel registrarvi presso i vari siti Web. Meglio ancora, usate il computer di qualcun altro. Nelle ore di lavoro, partite dal presupposto che tutte le chiamate, i messaggi nelle caselle vocali, la posta elettronica e l'uso del computer vengono continuamente monitorati>>. Queste parole, che potrebbero sembrare le elucubrazioni paranoiche di Unabomber, sono invece i consigli offerti dai più zelanti fra gli attuali sostenitori della privacy, riportati in un inchiesta pubblicata dall’Economist 1 . In un’era caratterizzata dal successo del Grande Fratello, spia di una diffusa tendenza al voyeurismo del mondo occidentale, e da uno sviluppo sempre più invasivo della tecnologia, si ripropone drasticamente il problema della tutela della privacy quale diritto fondamentale della persona che va difeso in tutti i modi. In questo senso, la normativa sui dati personali, approvata per la prima volta in Italia con la celebre L. 675/96, oggetto di numerosi interventi correttivi negli anni seguenti, sulla scorta della prassi e delle indicazioni giurisprudenziali, e approvata finalmente ad una “codificazione” definitiva con il D. lgs. 196/03 (che non a caso è stato denominato “Codice della privacy”), costituisce una delle pietre miliari che segnano il grado di civiltà di un paese. A onor del vero, c’è da sottolineare che le legislazione a tutela della riservatezza è stata imposta dalle direttive dell’Unione Europea, che, previa fissazione dei paletti fondamentali, ha obbligato tutti i Paesi membri a dotarsi di una disciplina in materia, ma queste innovazioni si inseriscono comunque in una tendenza più generale dell’Occidente a proteggersi dai nuovi pericoli risultanti dalla rivoluzione digitale. 1 The Economist, I Maggio 1999

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Carlo Demurtas Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.