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Information Communication Technology per un progetto urbano sostenibile

La città contemporanea, intesa come città dell’era digitale, può essere letta come massima espressione della complessità a causa della grande ricchezza di relazioni, sociali, economiche, politiche, spaziali e virtuali e dove i concetti di network, pluralità ed evoluzione sono divenuti elementi dominanti e caratterizzanti i nuovi modelli di sviluppo in tutti i settori della società, dall’economia alla finanza, dalla politica ai modelli sociali.
A partire dalla fine degli anni ’80, si è cominciato a parlare prima di società dell’informazione (Castells, 1989) e quindi, negli anni ’90 con l’avvento della tecnologia digitale, di network society (Castells, 1996) ovvero dell’affermazione di un sistema socio-economico e finanziario non più caratterizzato da una produzione di massa ed uniforme, ma bensì su modelli di produzioni flessibili e strutturati attorno ad un economia e ad un sistema finanziario globale e a rete. Queste trasformazioni hanno richiesto, e tutt’ora richiedono, un grande sforzo politico, soprattutto in termini di programmi ed idee capaci di gestire e governare, secondo approcci sostenibili, processi e modelli divenuti via via più complessi. E’, quindi, su queste necessità di governo della complessità che sono stati elaborati differenti documenti politici che, più di ogni altra cosa, individuano nelle basi informative e nei processi di comunicazione (in particolare quelli strutturati attorno alla ICT) le basi sulle quali individuare possibili modelli di sostenibilità. In tal senso il lavoro svolto cercherà di fornire possibili soluzioni (sostenibili) in ordine alle seguenti tematiche:
- il valore delle basi informative (quale informazione, per chi, per che cosa e come produrre informazione) e dei processi di comunicazione strutturati attorno alla ICT;
- e-democracy ed e-government: ovvero il nuovo rapporto che si è instaurato tra potere pubblico e individuo per effetto delle nuove tecnologie;
- sistemi informativi territoriali interattivi come strumenti non solo per permettere un governo efficace ed efficiente del territorio, ma anche come metodologie da integrare in processi di pianificazione partecipata e di valutazione ambientale strategica.
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Abstract
If in his general aspect the sustainable development has a global dimension, but we must start to develop this argument from his local aspect, and particularly from the town.
According to C. Alexander, Castells and Salingaros, the town can be analysed like a complex system, and that because in it we can read complex relations in all the fields, from social to political as well as from cultural to economical aspects. Particularly from the end of 80’s has increased the role of the digital power (town like digital-town) and with it the concept of network as a new structural model that in his fundamental aspect is characterizing the economical, financial, political and cultural aspects. This epochal transformation needs a new political power, meaning that we need new ideas and a new ethical renaissance because only in this way we should be governing, in a sustainable way, these complex processes.
From this cultural changing, has been elaborates different political documents (U.N., E.U, etc.) that has tried to supply a political addresses to control and govern the sustainability. Analysing these documents, particularly referred to urban sustainability, we can find a common keys words: complexity, informative bases (i.e. sustainable indicators), ICT.
From this point, this work want to analyse and to understand which role have the ICT (like information communication technology) in the sustainable transformation of the towns. Particularly I want to analyse the:
o processes that are around the role of ICT to develop in a sustainable way the environment (which type of information, in which way to create it and so on);
o e-democracy and e-government like new forms to govern and manage the environment and the relation from citizens and administrations;
o the chance furnished from the digital technology especially referred the possibility to share information - interactive information systems – and from this to obtain more democracy (more information to citizens) and more instruments to promote and support a participative design and sustainable strategic planning.


From this three points and around the concept of system I try to analyze in which way we can develop an efficient environment management system through the use of the ICT. Particularly this junction between information technology and communication technology has open new scenarios in the communication processes as well as in the decision processes. What mean and what will imply all this?

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Capitolo 1: Introduzione _____________________________________________________________________________________________________________ 3 1.1 Oggetto, obiettivi ed approccio Sono trascorsi oltre trent’anni dalla prima conferenza O.N.U. “sull’ambiente umano” tenutasi a Stoccolma nel 1972 e dall’uscita del libro “Limits to Growth” (sempre del 1972). In questo arco temporale vi sono state altre conferenze internazionali e si è assistito, parallelamente, ad una rapida crescita dell’interesse del mondo accademico per le tematiche legate alla sostenibilità e al significato da attribuirgli. Ed è proprio su queste due componenti, politica la prima e paradigmatica la seconda che poggia il presente lavoro nei suoi aspetti generali. Vediamo in dettaglio cosa intendo dire. Componente socio-politica. Da questo punto di vista, come già accennato sopra, vi sono stati grandi cambiamenti che hanno indotto profonde trasformazioni. A partire dalla fine degli anni ’80, si è cominciato a parlare prima di società dell’informazione (Castells, 1989) e quindi, negli anni ’90 con l’avvento della tecnologia digitale, di network society (Castells, 1996) ovvero dell’affermazione di un sistema socio- economico e finanziario non più caratterizzato da una produzione di massa ed uniforme, ma bensì su modelli di produzioni flessibili e strutturati attorno ad un economia e ad un sistema finanziario globale e a rete. Queste trasformazioni hanno richiesto e tutt’ora richiedono un grande sforzo politico, soprattutto in termini di programmi ed idee capaci di gestire e governare, secondo approcci sostenibili, processi e modelli divenuti via via più complessi. E’, quindi, su queste necessità di governo della complessità che sono stati elaborati differenti documenti politici che, più di ogni altra cosa, individuano nelle basi informative e nei processi di comunicazione (in particolare quelli strutturati attorno alla ICT) le basi sulle quali individuare possibili modelli di sostenibilità. In termini politici quindi, il percorso verso la sostenibilità diventa un concetto unificante che riunisce in sé sia principi decisionali democratici che principi di gestione ambientale ai differenti livelli della gerarchia decisionale. In particolare, gli elementi sui quali l’opzione politica deve e dovrà sempre più puntare sono: ¾ democrazia: ovvero processi decisionali democratici e condivisi sia per mezzo dei propri rappresentanti politici, sia con la possibilità di associarsi per esprimere le proprie opinioni; ¾ sussidiarietà: ovvero le decisioni devono essere prese al livello più vicino possibile ai soggetti coinvolti; ¾ responsabilità: la responsabilità delle decisioni deve essere chiaramente definita, sia che competa agli organi di governo locale sia che venga demandata ad apposite commissioni tecniche con funzioni e poteri specifici; ¾ trasparenza: il processo decisionale deve essere chiaro, pubblico ed esplicito; ¾ partecipazione pubblica: la partecipazione va ulteriormente integrata con la formazione, la sensibilizzazione, l'educazione, in modo che le scelte e gli interventi vengano elaborati in maniera più consapevole. Paradigma della complessità 1 . Si tratta di un paradigma che ha indotto profondi rivolgimenti, tanto sul piano teorico che su quello filosofico, e che si qualifica per un 1 Come vedremo meglio nei capitoli successivi, per paradigma si intende “l’insieme delle conquiste scientifiche universalmente riconosciute e che, per un certo arco di tempo, forniscono un modello di problemi e soluzioni accettabili a coloro che praticano un certo campo di ricerca” . (la definizione è di Kuhn citato da Oldroyd D., The arch of Knoledge. An introduction study of the histiry of the Philosophy and Methodology of Science, Methuen, New York, 1986.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Progettazione e Studio dell'Architettura

Autore: Antonio Caperna Contatta »

Composta da 334 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.