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Potenziali allelochimici da Diplotaxis tenuifolia L.: effetti biologici, morfologici ed ultrastrutturali sulla germinazione e sviluppo dei semi di Raphanus sativus L. Saxa.

In questo lavoro di tesi si è dedotto che Diplotaxis tenuifolia si comporta come una fonte di potenziali allelochimici. Abbiamo avuto modo di osservare come sui semi di ravanello essa agisce sui siti-bersaglio ad ampio spettro funzionale con conseguenze ben evidenti. L'agricoltura moderna è chiamata a ridurre i danni ambientali e i problemi di salute da input chimici e quindi in questo contesto, l'allelopatia che studia le interazioni pianta-pianta e pianta-microrganismi, può offrire un eccellente opportunità per aiutare nella ricerca di nuovi modelli di erbici naturali.

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1 CAPITOLO I ALLELOPATIA I.1 – Allelopatia: generalità e cenni storici Il termine allelopatia deriva dal greco allelon “di ogni altro” e pathos “soffrire”, che letteralmente significa “effetto nocivo di uno su un altro”. Per quando sia recente come disciplina, già nel 300 a.C. si ebbero i primi cenni sull’allelopatia e la fitotossicità, che furono raccolti in due trattati “Historia Plantanum” e “De Plantarum Causis” scritti da Teofrasto, considerato il più grande botanico dell’antichità. Il filosofo greco Democrito aveva analizzato l’uso di prodotti, estratti naturalmente da piante, per controllare i semi e la loro crescita. In più si occupò di come gli alberi potevano morire in seguito al trattamento delle loro radici con una mistura di fiori di lupino imbevuti nel succo di cicuta. In seguito, nel suo lavoro enciclopedico “Naturalis Historia”, Plinio (I° secolo d.C.) riferiva di numerosi esempi di apparenti interazioni allelopatiche. Le piante come ceci e orzo erano causavano l’inaridimento dei campi di grano.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Giuseppe Contarino Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1129 click dal 02/09/2005.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.