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Il valore di non uso nella valutazione economica dell'ambiente

In questo lavoro si affronta un tema che oggigiorno assume una notevole importanza e che cattura l’attenzione di molti studiosi, ossia la valutazione economica dei beni ambientali.
Tali beni offrono dei servizi che, in seguito al continuo utilizzo da parte dell’uomo, sono soggetti a perdite e modificazioni di valore. Per questa ragione è diventata di comune dominio la convinzione che valutare e analizzare le risorse ambientali anche dal punto di vista economico sia ormai diventato indispensabile. Generalmente la valutazione economica di un bene ambientale viene richiesta per due motivi principali: a) stimare eventuali danni subiti dal bene in esame al fine dell’utilizzo di tali stime nell’ambito delle decisioni pubbliche; b) stimare gli effetti determinati da un eventuale mutamento qualitativo o quantitativo di una risorsa ambientale sulla popolazione che si avvantaggia della risorsa stessa.
L’obiettivo di questo lavoro è, appunto, quello di osservare più da vicino il valore economico totale (VET) di un bene ambientale e le sue due componenti principali: il valore d’uso diretto e il valore di non uso o, come viene recentemente definito, valore d’uso passivo; individuare e analizzare i metodi che permettono di stimare tale valore e, infine, capire quali sono i motivi fondamentali che danno origine a frequenti dibattiti sulle diverse componenti del VET e sulle metodologie impiegate per una loro valutazione, rivolgendo un’attenzione particolare al metodo di valutazione contingente (CVM).

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2 INTRODUZIONE In questo lavoro si affronta un tema che oggigiorno assume una notevole importanza e che cattura l’attenzione di molti studiosi, ossia la valutazione economica dei beni ambientali. Tali beni offrono dei servizi che, in seguito al continuo utilizzo da parte dell’uomo, sono soggetti a perdite e modificazioni di valore. Per questa ragione è diventata di comune dominio la convinzione che valutare e analizzare le risorse ambientali anche dal punto di vista economico sia ormai diventato indispensabile. Generalmente la valutazione economica di un bene ambientale viene richiesta per due motivi principali: a) stimare eventuali danni subiti dal bene in esame al fine dell’utilizzo di tali stime nell’ambito delle decisioni pubbliche; b) stimare gli effetti determinati da un eventuale mutamento qualitativo o quantitativo di una risorsa ambientale sulla popolazione che si avvantaggia della risorsa stessa. Le risorse ambientali presentano, però, una caratteristica particolare: sono prive di un mercato nel quale si possano scambiare. Questo rende alquanto difficile il processo di valutazione economica poiché non è possibile fare riferimento a un sistema di prezzi, né a precisi comportamenti assunti da parte dei consumatori. Si ritiene, pertanto, necessario individuare delle forme di organizzazione alternative a quelle di mercato al fine di poter attribuire un valore economico ai beni ambientali. L’obiettivo di questo lavoro è, appunto, quello di osservare più da vicino il valore economico totale (VET) di un bene ambientale e le sue due componenti principali: il valore d’uso diretto e il valore di non uso o, come viene recentemente definito, valore d’uso passivo; individuare e analizzare i metodi che permettono di stimare tale valore e, infine, capire quali sono i motivi fondamentali che danno origine a frequenti dibattiti sulle diverse componenti del VET e sulle metodologie impiegate per una loro

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Cristiana Cirina Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.