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Politica Regionale Europea: caratteristiche, risultati e scenari di riforma

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Antolini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Andrea Zatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 214

Questo lavoro cerca di fornire un panorama della politica regionale e di coesione, prima attraverso un excursus storico, quindi tramite un’analisi più dettagliata della politica europea in generale, ed italiana in particolare, soprattutto negli anni che hanno preparato l’allargamento, anche attraverso l’evoluzione dei principali indicatori di disparità economica e sociale.
L’analisi è suddivisa in quattro capitoli, la cui struttura generale cerca di mettere in evidenza gli elementi che hanno determinato l’evoluzione degli obiettivi e degli strumenti delle azioni. I dati utilizzati sono stati trovati per la maggior parte all’interno di documenti ufficiali di organi europei, ai quali sono state affiancate analisi esterne nella valutazione dei risultati, al fine di aumentarne la credibilità.
Il primo capitolo è introdotto da una presentazione delle due scuole di pensiero di convergenza e divergenza, discordi nell’attribuire all’integrazione un effetto automatico di riequilibrio regionale. Le basi teoriche sono seguite da una panoramica degli interventi di politica regionale e di coesione che sono stati implementati negli anni. Si è seguito un ordine cronologico, affinché fosse chiaro come il susseguirsi di nuove esigenze abbia portato, nel tempo, profonde revisioni degli obiettivi e l’adattamento degli strumenti utilizzati per raggiungerli. Una particolare attenzione è stata riservata al tema dell’allargamento, i cui risultati, per ora, sono troppo recenti per riuscire a giudicarli obiettivamente.
Mai come oggi la necessità di risolvere le vecchie questioni ancora aperte è emersa in modo così forte: non a caso, sia la Costituzione europea che le nuove prospettive finanziarie sono al centro dell’attenzione, anche dei media.
I capitoli 3 e 4 sono dedicati sia al presente che al futuro, nell’ambito, rispettivamente, delle politiche italiane ed europee. Ma ciò può essere fatto solo premettendo, nel capitolo 2, un’analisi delle politiche implementate nei primi periodi della programmazione, comprensiva delle loro conseguenze. In essa è stata ripercorsa l’evoluzione storica del processo di convergenza, secondo tre punti di vista: quello degli Stati, del complesso delle regioni e delle regioni all’interno delle singole nazioni. Confrontandone i risultati è emersa una parziale disomogeneità, le cui ragioni sono spiegate dal modello di Martin, che ipotizza anche una serie di interventi per riequilibrare la situazione. Il capitolo passa in rassegna le performance degli Stati membri nei due cicli che hanno preceduto quello in corso, a partire dal 1989, esaminando i movimenti dei principali indicatori e le riforme intraprese in ciascun ciclo.
Il terzo capitolo è dedicato ai risultati raggiunti in Italia grazie agli aiuti strutturali: dal potenziamento della convergenza tra le regioni a quella dell’Italia rispetto all’Europa. Purtroppo, la situazione italiana non è migliorata quanto ci si sarebbe augurati, e il Mezzogiorno è ancora fortemente arretrato rispetto al Centro-Nord, che ha saputo usare gli aiuti in modo più efficace. Solo l’Abruzzo e, ultimamente, il Molise, regioni entrambe vicine a quelle più sviluppate, hanno saputo indirizzare i trasferimenti a favore di una crescita solida.
L’ultimo capitolo, si concentra sul recente allargamento: prima ne passa in rassegna il concepimento e i timori sulla fattibilità, gli aiuti di pre-adesione e gli strumenti creati per attuarli, passando quindi all’analisi dei primi risultati e alle speranze per il futuro. Nell’allargamento l’Unione ha riposto un impegno senza precedenti, nella convinzione che più che si trattasse della riunificazione di un continente; per la prima volta, inoltre, si sono accolte nazioni che hanno alle spalle un’economia pianificata.
La seconda parte del quarto capitolo, infine, tenta di capire quali siano le innovazioni alla base delle prospettive finanziarie destinate al ciclo che andrà dal 2007 al 2013. Le nuove prospettive ribadiscono quali principi guida della coesione l’efficacia, l’efficienza e lo sviluppo di sinergie, nell’ambito della riforma degli obiettivi, che saranno dedicati a Convergenza, Competitività e Cooperazione. Il nuovo bilancio dovrebbe dividersi in cinque rubriche, e grande spazio sarà attribuito proprio a quella della politica regionale e di coesione.
Ma il progetto di bilancio è stato bocciato in giugno, in seguito alla difficoltà di trovare un accordo tra gli Stati, ed andrà rivisto e modificato: gli avvenimenti più recenti della politica comunitaria sono definiti con maggiore chiarezza nelle Conclusioni.

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1 Introduzione Questo lavoro cerca di fornire un panorama della politica regionale e di coesione, prima attraverso un excursus storico, quindi tramite un’analisi più dettagliata della politica europea in generale, ed italiana in particolare, soprattutto negli anni che hanno preparato l’allargamento, anche attraverso l’evoluzione dei principali indicatori di disparità economica e sociale. L’analisi è suddivisa in quattro capitoli, la cui struttura generale, attraverso la scansione cronologica degli eventi, cerca di mettere in evidenza gli elementi che hanno determinato l’evoluzione degli obiettivi e degli strumenti delle azioni. I dati utilizzati sono stati trovati per la maggior parte all’interno di documenti ufficiali di organi europei, ai quali sono state affiancate analisi esterne nella valutazione dei risultati, al fine di aumentarne la credibilità. Più precisamente, il primo capitolo è introdotto da una presentazione delle due scuole di pensiero di convergenza e divergenza, discordi nell’attribuire all’integrazione un effetto automatico di riequilibrio regionale. Le basi teoriche sono seguite da una panoramica degli interventi di politica regionale e di coesione che sono stati implementati negli anni. Si è seguito un ordine cronologico, affinché fosse chiaro come il susseguirsi di nuove esigenze abbia portato, nel tempo, profonde revisioni degli obiettivi e l’adattamento degli strumenti utilizzati per raggiungerli. Una particolare attenzione è stata riservata al tema dell’allargamento, i cui risultati, per ora, sono troppo recenti per riuscire a giudicarli obiettivamente. Solo tra qualche anno, probabilmente, si delineerà la spaccatura tra le politiche regionali precedenti e successive all’entrata dei nuovi paesi. Mai come oggi la necessità di risolvere le vecchie questioni ancora aperte è emersa in modo così forte: non a caso, sia la Costituzione europea che le nuove prospettive finanziarie sono al centro dell’attenzione, anche dei media. I capitoli 3 e 4 sono dedicati sia al presente che al futuro, nell’ambito, rispettivamente, delle politiche italiane ed europee.

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