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Il lavoro manuale dei servizi nel mutamento della stratificazione sociale in Italia - Un’indagine sugli addetti al settore della ristorazione in provincia di Catania

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Cantarella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Michelina Cortese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 292

In data 5.5.98 ho discusso una tesi di Sociologia del Lavoro su “Il lavoro manuale dei servizi nel mutamento della stratificazione sociale in Italia. Un’indagine sugli addetti al settore della ristorazione in provincia di Catania”.

L’indagine prende le mosse dalla constatazione degli importanti mutamenti intervenuti ai vertici e alla base del sistema occupazionale nel nostro paese nel corso dell’ultimo ventennio, in seguito alla crescita dei livelli di terziarizzazione e ai processi di innovazione tecnologica e organizzativa. In particolare, nell’area del lavoro manuale la generale contrazione delle categorie operaie dell’industria e la crescita dei lavoratori manuali dei servizi hanno mutato la composizione del lavoro operaio, evidenziando una crescente polarizzazione fra lavoratori dell’industria e del terziario rispetto alle condizioni di impiego e ai livelli di qualificazione delle mansioni. Queste tendenze di mutamento hanno suscitato un ampio dibattito fra gli studiosi della stratificazione sociale che hanno espresso opposte valutazioni sulla possibilità di individuare nella realtà contemporanea un “nuovo proletariato post-industriale” dei servizi con stabili connotazioni di classe, distinte da quelle del proletariato industriale.
L’indagine è articolata in due parti: la prima è dedicata ad un’ampia e complessa ricostruzione delle principali tendenze evolutive dell’occupazione e, in particolare, del lavoro operaio, nella transizione della società italiana da un modello di sviluppo fordista ad uno post-fordista; la seconda, invece, all’analisi dei risultati di un’indagine diretta sulle occupazioni a bassa qualificazione nel settore della ristorazione in provincia di Catania.
Nel costruire la prima parte della tesi ho consultato una serie di testi sociologici, rielaborandone criticamente i contributi in funzione dei miei obiettivi analitici; ho inoltre utilizzato appropriatamente una vasta mole di dati istituzionali sull’evoluzione del mercato del lavoro in Italia nel corso degli anni ottanta e sui processi di terziarizzazione settoriale e professionale. A conclusione della prima parte sono state formulate ipotesi interpretative, in gran parte originali sulle peculiarità della “via italiana” al fordismo e al post-fordismo, supportandole adeguatamente con il riferimento a dati statistici.
Nella seconda parte della tesi, ho ricostruito le principali tendenze evolutive del mercato del lavoro catanese nell’ultimo ventennio, con particolare riferimento all’evoluzione dell’occupazione nel terziario e nel settore alberghiero e della ristorazione e alle caratteristiche socio-anagrafiche dei lavoratori manuali dei servizi. Successivamente, ho commentato i risultati delle interviste ad un gruppo di lavoratori occupati nel settore della ristorazione in provincia di Catania. Sono stati così ricostruiti; il profilo socio-anagrafico degli intervistati, i loro percorsi educativi ed occupazionali e gli atteggiamenti rispetto al lavoro. I risultati delle interviste hanno messo in luce significativi elementi di differenziazione nelle condizioni di impiego, nelle prospettive temporali e nei comportamenti lavorativi degli intervistati, riconducibili alle appartenenze di genere e di generazione. Tali risultati sembrano confermare l’ipotesi avanzata in letteratura di una crescente eterogeneità di status sociale fra gli operai dei servizi.

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INTRODUZIONE A partire dalla seconda metà degli anni settanta, in tutti i paesi industrializzati si assiste ad una rapida crescita dei livelli di terziarizzazione, cui corrisponde uno sviluppo complessivo dell'occupazione. Dal punto di vista della struttura del sistema occupazionale, la crescita del settore terziario ha comportato alcuni mutamenti rilevanti : da un lato, si assiste all'espansione di nuove figure professionali apicali (tecnici e professionisti); dall’altro lato, si osserva l'espansione di una categoria di lavoratori che svolgono mansioni non qualificate, precarie e a bassa retribuzione, soprattutto nel settore dei servizi finali al consumatore. La presenza di un'ampia quota di operai occupati nei servizi ha suscitato l’attenzione degli scienziati sociali, che hanno cercato di analizzarne le caratteristiche socio-anagrafiche e le condizioni occupazionali, al fine di verificare se nelle società postindustriali stia emergendo «un nuovo proletariato postindustriale" o dei servizi. Nell’ambito di questo dibattito si sono contrapposte due diverse posizioni interpretative : alcuni studiosi hanno sottolineato gli elementi di differenziazione fra gli operai dei servizi e il tradizionale proletariato industriale, guardando soprattutto ai processi di innovazione tecnologica e organizzativa che hanno mutato la fisionomia del lavoro operaio industriale nella realtà contemporanea (L. M. Bianco, ‘96) ; altri studiosi, invece, hanno ribadito la comune appartenenza di classe delle due categorie operaie, analizzandone l’origine sociale e i processi di mobilità intergenerazionale e intragenerazionale (A. Cobalti, ‘96). Rispetto a

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