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Problematiche economico-aziendali del commercio equo e solidale

Il commercio equo e solidale è una realtà che, in misura crescente, sembra si stia imponendo negli attuali scenari economici internazionali.
Nonostante la sua diffusione abbia subito una notevole accelerazione a partire dagli anni ’90, a seguito della crisi economica internazionale e della scoperta dell’esistenza delle sweatshops, che hanno indotto a ricercare un migliore equilibrio socio-economico generale, la sua importanza risiede non già nel tentativo di risolvere in via definitiva le distorsioni indotte dalla ricerca ubiquitaria del vantaggio competitivo e dalla socializzazione dei costi aziendali, ma nell’adempimento di una funzione di sensibilizzazione della comunità, di promozione di comportamenti aziendali socialmente responsabili e di stimolo ad una produzione legislativa adeguata in merito alle implicazioni sociali dell’imprenditorialità.
Il canale commerciale equo-solidale viene dunque presentato come simbolo di migliori pratiche rispetto alle forme commerciali tradizionali e come concretizzazione operativa di un sistema economico alternativo.
Nel corso del presente lavoro si indagano sia le problematiche etiche dell’imprenditorialità for-profit, sia quelle economiche del circuito alternativo.
Nella prima parte, si evidenzia il rapporto esistente tra la responsabilità sociale dell’impresa, l’etica e la cultura, concludendo che la Corporate Social Responsability rappresenta una delle manifestazioni del senso etico dell’imprenditore, la cui maggiore o minore propensione verso determinate tematiche risulta funzione della cultura del contesto di riferimento.
Nella seconda parte si analizzano la struttura e le modalità operative della filiera alternativa, della quale si presentano le problematiche della definizione equitativa delle grandezze profitto e prezzo.
L’intera trattazione sottende un quesito di fondo, che è alla base della verosimiglianza dell’ipotesi di ricercare un diverso e più giusto equilibrio socio-economico generale: la conciliabilità tra economia ed etica, tra profitto e giustizia sociale.
Tale tematica è stata a lungo sviluppata in chiave politico-filosofica, senza riuscire a raggiungere, però, una composizione tout-court dei relativi obiettivi.
A siffatta conciliazione sembrerebbe essere pervenuta, invece, la letteratura aziendalista attraverso la combinazione di una prospettiva soggettiva e di una organizzativa. Come esplicitato nel pensiero di molti studiosi, l’esistenza di un’intera gamma di finalità imprenditoriali fa sì che l’imprenditore, come soggetto, tenda anche ad aspirazioni diverse dalla semplice massimizzazione del profitto; l’equità può anche essere raggiunta, a livello organizzativo, in chiave redistributiva, attraverso l’applicazione dell’antico adagio “suum quiqe tribuere”.
In entrambe le parti di cui si compone, il presente lavoro rimanda costantemente alle evidenze empiriche fornite dalle moderne realtà aziendali, onde suffragare le argomentazioni fornite dalla letteratura economico-aziendale.

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2 Introduzione Il commercio equo e solidale è una realtà che, in misura crescente, sembra si stia imponendo negli attuali scenari economici internazionali. Nonostante la sua diffusione abbia subito una notevole accelerazione a partire dagli anni ’90, a seguito della crisi economica internazionale e della scoperta dell’esistenza delle sweatshops, che hanno indotto a ricercare un migliore equilibrio socio-economico generale, la sua importanza risiede non già nel tentativo di risolvere in via definitiva le distorsioni indotte dalla ricerca ubiquitaria del vantaggio competitivo e dalla socializzazione dei costi aziendali, ma nell’adempimento di una funzione di sensibilizzazione della comunità, di promozione di comportamenti aziendali socialmente responsabili e di stimolo ad una produzione legislativa adeguata in merito alle implicazioni sociali dell’imprenditorialità. Il canale commerciale equo-solidale viene dunque presentato come simbolo di migliori pratiche rispetto alle forme commerciali tradizionali e come concretizzazione operativa di un sistema economico alternativo. Nel corso del presente lavoro si indagano sia le problematiche etiche dell’imprenditorialità for-profit, sia quelle economiche del circuito alternativo. Nella prima parte, si evidenzia il rapporto esistente tra la responsabilità sociale dell’impresa, l’etica e la cultura, concludendo che la Corporate Social Responsability rappresenta una delle manifestazioni del senso etico

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Teresa Tartaglione Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4272 click dal 13/09/2005.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.