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Il confine italo-jugoslavo nel secondo dopoguerra e la questione di Trieste

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Cresci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Università Maria Santissima Assunta
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Alfredo Breccia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Fine della presente trattazione è stato focalizzare l’attenzione su di un tema – il confine orientale italiano nel secondo dopoguerra – che appare oggi molto attuale. Attuale perché si è recentemente conclusa una sorta di riunione simbolica della Venezia Giulia, regione che era stata divisa in due, in seguito agli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale. Ciò è stato possibile a causa dell’ingresso in Europa della Slovenia, che si è sostituita alla multietnica Jugoslavia in Venezia Giulia. Ciò nonostante, la questione giuliana continua ad apparire, tuttora, una questione spinosa, sulla quale non esiste un comune orientamento storiografico, né una visione complessiva dei fatti; ciò è dovuto sia ad alcune lacune nelle fonti documentarie , sia al fatto che la questione appare, ancor oggi, un conflitto irrisolto fra Italia, da un lato, e dall’altro Slovenia e Croazia, eredi della defunta Jugoslavia in Venezia Giulia. Basti pensare come, ancor oggi, non sia stata risolta la questione degli indennizzi degli optanti, per la risoluzione della quale sono ancora al lavoro commissioni miste italo-croato-slovene.

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1 INTRODUZIONE BIBLIOGRAFICA ine della presente trattazione è stato focalizzare l’attenzione su di un tema – il confine orientale italiano nel secondo dopoguerra – che appare oggi molto attuale. Attuale perché si è recentemente conclusa una sorta di riunione simbolica della Venezia Giulia, regione che era stata divisa in due, in seguito agli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale. Ciò è stato possibile a causa dell’ingresso in Europa della Slovenia, che si è sostituita alla multietnica Jugoslavia in Venezia Giulia. Ciò nonostante, la questione giuliana continua ad apparire, tuttora, una questione spinosa, sulla quale non esiste un comune orientamento storiografico, né una visione complessiva dei fatti; ciò è dovuto sia ad alcune lacune nelle fonti documentarie 1 , sia al fatto che la questione appare, ancor oggi, un conflitto irrisolto fra Italia, da un lato, e dall’altro Slovenia e Croazia, eredi della defunta Jugoslavia in Venezia Giulia. Basti pensare come, ancor oggi, non sia stata risolta la questione degli indennizzi degli optanti, per la risoluzione della quale sono ancora al lavoro commissioni miste italo-croato- slovene. Tali elementi hanno reso, in un certo qual modo, complessa l’analisi dell’argomento in questione. Il problema del futuro assetto giuliano inizia a delinearsi già durante il secondo conflitto mondiale e si, per così dire, cristallizza con il Trattato di Pace con l’Italia del 1946 2 . Per tale motivo, è stato necessario, in primo luogo, analizzare le fonti documentarie dirette relative al Trattato di Pace stesso. L’analisi della questione giuliana (prima) e di quella del TLT (poi) è apparsa notevolmente complessa. Ciò anche perché la questione giuliana, ben lungi dall’essere statica, è stata, nel suo svolgimento, estremamente fluida e strettamente influenzata da fattori esterni, soprattutto dalla situazione internazionale. Quest’ultima ha inciso nelle dinamiche di un problema, che non fu, sino al Memorandum di Londra del 1954, di competenza esclusiva di Italia e Jugoslavia, bensì attinente ai rapporti fra le Grandi Potenze. Inoltre, l’approccio di queste ultime alla questione fu, notevolmente, collegato alle dinamiche della Guerra Fredda. Ciò è stato evidente alla luce dei documenti diplomatici americani, la cui consultazione ha permesso di comprendere come gli Stati Uniti ebbero un ruolo preminente nella questione del TLT e come le scelte strategiche statunitensi influirono pesantemente nella vertenza giuliana. L’analisi dei documenti della serie Foreign Relations of United States, ha evidenziato come l’atteggiamento americano verso la questione non fu mai univoco, ma dettato da ragioni di ordine contingente. L’unico punto fermo della politica statunitense verso la regione giuliana, fu, sino al 1950, la volontà di mantenere le proprie truppe a ridosso della linea Morgan, cosa che venne considerata necessaria, a seconda della situazione internazionale, per varie ragioni: 1 Ci riferiamo, qui, alla mancanza di fonti documentarie slovene. Sui problemi storiografici connessi allo studio della questione giuliana, cfr. C. GHISALBERTI, Da Campoformio a Osimo. La frontiera orientale fra storia e storiografia, Edizione scientifiche italiane, Napoli 2001. 2 G. VEDOVATO, Il trattato di Pace con l’Italia, Leonardo Editore, Firenze 1947. F

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