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La disciplina giuridica della televisione digitale terrestre

Informazioni tesi

  Autore: Fpp Fcc
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Marco Orofino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

La «legge Gasparri» (l. n. 112 del 3 maggio 2004) costituisce l'intervento normativo più recente, il quarto in ordine di tempo, di riforma del sistema radiotelevisivo italiano.
Questo eleborato, dopo aver spiegato dal punto di vista tecnico le caratteristiche e le innovazioni del digitale terrestre, delinea il quadro normativo che ha preceduto questa legge e gli interventi che hanno portato ad essa, illustrando quegli articoli che disciplinano la transizione dalla televisione analogica a quella digitale.
Il nodo cruciale di questo lavoro è costituito dalle sentenze della Corte costituzionale che, essendo state disattese dalle legge stessa, sembrano aver perso di valore alterando il già precario equilibrio dell'assetto radio-televisivo italiano. La transizione al digitale non può consistere solamente in una "migrazione" tecnica ma deve prima di tutto risolvere i problemi di legalità dell'analogico per non creare un ulteriore sistema transitorio.

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Introduzione L’oggetto di questo elaborato è lo studio della recente normativa italiana in materia di trasmissioni televisive in tecnica digitale. Particolare attenzione sarà, quindi, dedicata all’esame delle norme contenute nella legge 3 maggio 2004, n. 112 (la c.d. «legge Gasparri») riguardanti la transizione dal sistema analogico a quello digitale. A tal fine, una premessa indispensabile a questo lavoro è chiarire il concetto di «digitale terrestre» (o DTT, Digital Terrestrial Television), spiegandone le principali caratteristiche, vantaggi e risorse, nonché gli effetti più importanti su emittenti e utenti finali attraverso le fasi stabilite per la sua introduzione e la transizione ad esso. Nel primo capitolo cercherò, dunque, di collocare la legge Gasparri all’interno del quadro giuridico di riferimento come punto di arrivo finale della riforma dell’assetto radiotelevisivo (si tratta, infatti, del quarto intervento legislativo in materia), alla luce anche delle esplicite richieste emanate in materia dalla Commissione Europea. Verranno presentate inoltre le disposizioni iniziali sul digitale terrestre contenute nella legge 20 marzo 2001, n. 66, integrate e fatte proprie dalla Gasparri. Il secondo capitolo verterà, invece, sull’esame della struttura della legge e su una lettura critica del contenuto degli articoli del Capo V riguardanti la disciplina di avvio delle trasmissioni televisive in tecnica digitale e l’accelerazione e agevolazione della conversione ad essa. In particolare, l’art. 23 regola l’uso delle frequenze digitali nella fase di sperimentazione e il regime dei titoli abilitativi dei soggetti in possesso dei requisiti richiesti mentre l’art. 25 definisce gli obblighi di copertura della società concessionaria del servizio pubblico e le modalità di incentivo alla diffusione del digitale terrestre. In conclusione tenterò di dimostrare, senza entrare nel merito del dibattito politico, come il digitale terrestre rappresenti una chance per l’Italia a condizione che, se si intende rispettare la data del definitivo passaggio ad esso prevista per il 31 dicembre 2006, venga sciolto il nodo delle eccedenze in analogico e non si verifichi quanto si sta finora prospettando, cioè un nuovo regime transitorio parallelo a quello analogico.

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