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Il controllo delle concentrazioni nel diritto europeo e nel diritto interno. Il mercato delle pay-tv in Italia.

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Gnavi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Luigi Buzzacchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

Il lavoro svolto verte proprio sulle operazioni di concentrazione, che offrono interessanti spunti sia dal punto di vista dell’economia industriale che del diritto commerciale.
E’ stato valutato il settore televisivo, settore in continua evoluzione e che si prospetta andrà a convergere con altri mercati mediatici, quali la telefonia, sia fissa che mobile, internet e l’informatica. E’ doveroso menzionare il recente utilizzo commerciale, in tale settore, di due mezzi di trasmissione televisiva alternativi al digitale satellitare: il cavo ed il digitale terrestre, anche se al momento ancora poco competitivi; sarà senz’altro interessante capire se e come suddetti mezzi competeranno con l’affermata tecnologia satellitare, sfruttando eventuali sinergie con altri media.
Nel caso particolare è stato preso in esame il mercato italiano di televisione a pagamento che, nato circa 13 anni or sono, è progredito sempre più ed ha conosciuto una crescita continua, che pare non arrestarsi, almeno nel prossimo futuro. Inizialmente erano forniti solamente un paio di canali sui quali, analogamente a tutti gli altri paesi in cui era presente un’offerta televisiva a pagamento, i contenuti principali offerti sono stati il cinema e lo sport di grande richiamo, il calcio nel caso particolare. Col progredire della tecnologia, dal momento in cui è stato possibile anche trasmettere, in modalità digitale satellitare, direttamente a casa dell’utente, sostituendo la precedente trasmissione analogica, vi è stata un’esplosione dei canali offerti. Il risultato ottenuto è stato un aumento dei clienti e conseguentemente dei ricavi, ma anche dei costi, dovuti all’aumento del numero di programmi offerti, accentuato dall’entrata nel mercato di un nuovo concorrente, stimolato quest’ultimo dall’aumento della contestabilità dei diritti televisivi relativi al calcio. Nella competizione fra Telepiù e Stream, l’autorità antitrust italiana ha rilevato un abuso di posizione dominante da parte dell’incumbent televisivo, di cui si discutono alcune conseguenze collaterali sulle relazioni contrattuali fra l’operatore abusivo ed i club calcistici; si è successivamente assistito ad un contemporaneo aumento delle dimensioni del settore, ma anche delle perdite accumulate dalle emittenti. Dopo due tentativi falliti coi quali il gruppo Canal Plus, intendeva acquisire la concorrente Stream, il duopolio ha cessato di operare, in seguito alla fusione con cui Newscorp ha acquisito le attività delle precedenti Stream e Telepiù, dando vita a Sky Italia e creando un quasi-monopolio, con la sola Fastweb a competere via cavo.
Sono discussi alcuni argomenti trattati dall’istruttoria comunitaria, fra cui i motivi che hanno spinto l’autorità antitrust ad assentire al progetto e le condizioni imposte per tale assenso.
Il presente lavoro è strutturato come segue:
Il primo capitolo introduce la realtà televisiva italiana, dalla sua nascita fino al presente, tratteggiando le caratteristiche che la differenziano rispetto agli altri paesi europei ed agli Stati Uniti; sono di seguito esposte le differenze fondamentali fra le emittenti a pagamento e le emittenti in chiaro ed i motivi che conducono il telespettatore a pagare un abbonamento per accedere ai servizi di pay-tv.
Il capitolo viene chiuso illustrando il mercato dei diritti televisivi relativi al calcio ed al cinema: i due contenuti “premium” principali.
Nel secondo capitolo sono esposte le caratteristiche della trasmissione televisiva digitale ed i vantaggi rispetto alla precedente trasmissione analogica.
Sono inoltre descritte le infrastrutture ed i servizi tecnici necessari alla fornitura del servizio di pay-tv.
Il terzo capitolo ha l’obiettivo di descrivere l’evolversi della vicenda italiana della televisione a pagamento. Sono presentati gli aspetti alla base della crescita del settore, i motivi che hanno permesso lo sviluppo della concorrenza ed alcuni risvolti che questa ha comportato, per giungere alla conclusione del duopolio, con la recente operazione di concentrazione fra i due operatori di pay-tv in modalità digitale satellitare.
Il quarto capitolo riguarda l’antitrust.
Il quinto ed ultimo capitolo analizza proprio la sentenza M 2876 Newscorp/Telepiù, relativa a tale ultimo progetto, con cui l’antitrust comunitario ha dichiarato l’operazione di concentrazione fra i due operatori di pay-tv, attivi in Italia, compatibile col mercato comune, CONDIZONATAMENTE ad una serie di impegni assunti da SkyItalia al fine di non ostacolare la concorrenza sui srvizi televisivi. In ultimo vengono proposti alcuni possibili futuri scenari del mercato dei servizi televisivi in Italia.

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Il controllo delle concentrazioni nel diritto europeo e Introduzione nel diritto interno. Il mercato delle pay-tv in Italia Introduzione La libertà di iniziativa economica e la libertà di concorrenza sono due pilastri dell’economia di mercato, luogo dove ogni decisione relativa alla produzione è frutto di libere scelte dell’imprenditore, in funzione della domanda dei consumatori, i quali decidono, con ogni acquisto, quale impresa premiare. Le imprese che più riescono a soddisfare i bisogni dei clienti e ad essere più efficienti sono premiate, in questa competizione, attraverso il profitto. Se tale gara è giocata con mezzi leciti, si giunge ad un maggiore benessere collettivo; se, al contrario, la concorrenza è ostacolata, ne soffrono i soggetti meno tutelati, quali i consumatori e le imprese più “piccole”. La disciplina antitrust nasce oltre un secolo fa negli Stati Uniti d’America, proprio per tutelare tali soggetti deboli, dopo aver constatato che le forze economiche, lasciate libere di utilizzare il loro potere di mercato, avevano condotto a risultati profondamente anticoncorrenziali. In tale ambito, fin da subito i giuristi si trovarono a dover ragionare su argomenti economici e non mancarono scontri teorici con gli economisti. Col passare del tempo, aumentava l’esperienza sull’argomento e la disciplina progrediva, arricchendosi man mano di nuove disposizioni per colmare gli spazi rimasti vuoti, e di tesi economiche per una migliore interpretazione dei casi. A testimonianza di ciò, il tema delle concentrazioni si è inserito nel diritto antitrust successivamente alle disposizioni riguardanti i comportamenti abusivi e collusivi tenuti dalle imprese. La loro valutazione riguarda soprattutto la struttura che si verrà a delineare a seguito dell’operazione sia con riferimento alle imprese interessate che al mercato in cui esse operano; al contrario di intese ed abusi dove vengono presi in considerazione con maggiore attenzione i comportamenti attuati dai soggetti economici coinvolti. Nelle 6

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