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Donne musulmane a capo di un governo: Shajarat al_Durr

Informazioni tesi

  Autore: Sara Fuliano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Lucy Ladikoff
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

La tesi, che consiste nella traduzione di un testo dall'arabo all'italiano, riguarda la vita di Shajarat al_Durr, moglie di un importante sultano che morì durante l'epoca della seconda crociata e che lei sostituì al comando dell' Egitto per un certo periodo.

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3 INTRODUZIONE Questo non vuole essere un lavoro riguardante la donna nell’islam o riguardante la donna nel mondo arabo: troppi sono oramai i lavori compiuti su questo argomento. La mia tesi si prefigge di trattare la figura di una sola donna, Shajarat al-Durr 1 “L’Albero delle Perle”, che visse nel XIII secolo nel regno Ayyubide 2 d’Egitto. Questa donna, praticamente sconosciuta nel mondo occidentale, è invece stata spesso oggetto di discussioni e studi nel mondo arabo, tanto da divenire spunto per serie televisive, film e pièce teatrali 3 . Ho voluto prendere in esame una figura femminile storica, una donna che dalla sua condizione di schiava è riuscita a diventare Sultana d’Egitto e che, pur appartenendo all’epoca che in Europa chiamiamo medioevo, ha rappresentato un grado di indipendenza, 1 Le vocali in arabo sono tre, e possono essere lunghe o brevi. Le vocali lunghe sono: ā ū ī Mentre quelle brevi sono: a u i Di seguito viene riportata la traslitterazione delle consonanti che non hanno corrispondente nella lingua italiana: ث th (l’inglese “think”) ج j (l’inglese “James” ) خ kh (il tedesco “achtung”) ذ dh (l’inglese “this”) ش sh (l’inglese “show”) ع ‘ غ gh ه h (l’inglese “how”) و w/u ي y/i I dittonghi: wa ay aw Le maiuscole, in arabo, non esistono. Tuttavia, per facilitare la comprensione, le maiuscole verranno usate nella traslitterazione, per indicare i nomi propri. L’articolo arabo “al” verrà scritto con la “a” minuscola, ad eccezione dei nomi propri che, per maggiore comprensione, verrano indicati con la “A” maiuscola, es.:Al-Ghazaalii (filosofo arabo musulmano morto nel 1111 D.C.) Cfr. Lucy Ladikoff , Ahlan, Grammatica araba didattico-comunicativa, Roma, Carocci editore, 2001, p. 73-74 2 Ayyūbidi: dinastia musulmana che regnò in Egitto e Siria nel XII-XIII secolo. La dinastia trae il suo nome da Ayyūb ibn Shādī, un curdo originario di Ajanaqān, località presso Dvin, città dell’Armenia. Al singolare diremo “Ayyūbide”. Salah al-Din al-Ayyūbi, noto in Ocidente come Il Saladino, 1138-1193, è il primo sultano della dinastia ayyūbide d’Egitto e di Siria. Per 30 anni avrebbe contribuito alla diffusione dell’Islam attraverso le conquiste dell’Egitto, della Mesopotamia e della Siria, con la distruzione del regno di Gerusalemme e con le guerre contro i Cristiani. Cfr. La piccola Treccani vol. IV Istituto Enciclopedico Italiano, Roma 1995. Cfr. inoltre la tabella sulla stessa dinastia a p. 84di questa tesi. La tabella è ricavata da: Philip Hitti, Storia egli Arabi, Firenze, La nuova Italia Editrice, 1966, p. 751. 3 Nel mio soggiorno ad Amman, ho conosciuto un regista giordano di teatro, Nabil al-Khatīb, che mi aveva suggerito, a mo’ di esercitazioni di lingua araba letteraria, di seguire questo serial televisivo che andava in onda in quel periodo e di cui ho potuto vedere una sola puntata, dato che veniva trasmesso in contemporanea alle ore delle mie lezioni all’università di Amman. Mi aveva riferito inoltre che è stato fatto un film sullo stesso personaggio. Lo sceneggiato, diceva il regista stesso, si era ispirato al libro di Jorji Zidān (1861-1941) “giornalista, storico della cultura araba classica, nonché autore di romanzi storici che godettero al loro tempo di gran popolarità in Egitto”, cfr. F. Gabrieli, La letteratura araba, Firenze, Sansoni edizioni Accademia, 1967.

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