Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Costruire in terra cruda

Oggetto della presente ricerca è la costruzione in terra cruda. Le sperimentazioni e gli studi qui raccolti sono finalizzati, nello specifico, a sostenere un’ipotesi di progetto riguardante l’autocostruzione di un edificio di culto in una zona rurale particolarmente depressa dell’Etiopia.
Questo impone di affrontare, in fase di ricerca, questioni attinenti alla meccanica, alla fisica ed alla chimica, ma anche di verificare le ipotesi sostenute con argomenti propri della sociologia, dell’antropologia o della pianificazione territoriale.
L’incontro tra queste discipline avviene in fase di progetto, dove ogni tecnologia, ogni scelta morfologica ed ogni accorgimento strutturale è pensato per rispondere alle esigenze di semplicità dettate dal particolare contesto.
Tutte le discipline coinvolte sono tenute assieme non da un particolare statuto epistemologico, ma da un comune obiettivo cui tutto cospira: riuscire a realizzare un edificio semplice, con tecnologie elementari, facilmente riproducibile con materiali e manodopera locali.

Mostra/Nascondi contenuto.
ANALISI E CONSIDERAZIONI SCIENTIFICHE SUL COSTRUIRE IN TERRA CRUDA 2 1.1 LO STUDIO DELLA TERRA: RAGIONI E CONFINI DELLA RICERCA Le varie scale a cui è stato affrontato il problema sono come diversi punti di vista da cui traguardare il medesimo oggetto, per poterne avere un quadro completo. Chimica, meccanica, tecnologia e morfologia non sono oggetto dello studio, ma lenti di ingrandimento che permettono la messa a fuoco del progetto sotto tutti gli aspetti caratterizzanti. Figura 1: Le diverse scale di studio nella ricerca sui materiali La prima scala è quella chimico-fisica, seguita da quella meccanica, poi da quella tecnologica ed, infine, da quella morfologica, o di progetto. A questi intervalli, è indispensabile aggiungerne un’altro, la scala globale, a cui è necessario fare riferimento per tutte le questioni non prettamente scientifiche, cui pure un progetto di architettura deve riferirsi per poter raggiungere i suoi scopi. 1.1.1 Scala chimico-fisica Lo studio delle proprietà microstrutturali dei materiali dà modo di notare, in piccola scala, quelle categorie che governano poi tutte le altre scale, quali ordine e disordine, simmetria ed assialità strutturale, disposizione, resistenza e stabilità, forma e funzione. Si è scelto di utilizzare solo metodi di indagine semplici, quali la misura del Ph, la termogravimetria, la reazione con sostanze chimiche, la flocculazione o la prova di sedimentazione. Non si è proceduto ad analisi come raggi-x o fluorescenza, per mantenere la ricerca ad un livello sempre “controllabile”, ossia con risultati facilmente verificabili ed incrociabili con altri esperimenti. La conseguenza è stata una maggior difficoltà nell’ottenimento di dati più approssimativi, ma comunque più che sufficienti per questo genere di applicazione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Lorenzo Fontana Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6559 click dal 12/10/2005.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.